Insetti, meduse, bruchi..ecco la dieta del futuro

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Il nostro Pianeta sta diventando sempre più affollato, si stima che nel 2050 ci saranno 9 miliardi di persone. Tutte queste persone dovranno mangiare, la domanda di proteine animali sarà sempre più alta, ma non c’è abbastanza posto al mondo per allevare il numero di allevare il numero di animali necessario a sfamare tutti. La soluzione sembrerebbe una sola, ossia trovare nuove fonti di proteine, già esistenti e magari già utilizzate come cibo in altre parti del Pianeta, oppure costruirne in laboratorio.
In alcuni Paesi asiatici le meduse sono considerate una prelibatezza. Hanno una consistenza fragrante, ma tenera e vengono proposte in tanti modi diversi: fritte, bollite, tagliate a striscioline sottili. Il loro potere nutritivo è molto elevato, contengono infatti l’80% di proteine contro il 5% di grassi. Le meduse sono ricche di proteine digeribili e di collagene, per questo motivo possono venire utilizzate per la creazione di prodotti nutraceutici (a metà strada tra alimenti e farmaci) e nello sviluppo di nuovi medicinali.
Formiche, cavallette, bruchi e altri insetti sono oggi un alimento usuale per milioni di persone in Africa, Asia e Sud America. Rappresentano un cibo facilmente reperibile, abbondante in natura, nutriente e praticamente a costo zero. Il valore alimentare degli insetti non ha nulla da invidiare a quello della carne (ad esempio, le termiti regina contengono il 64% di proteine rispetto al 21% contenuto nella carne di vitello). Sarà possibile trovare polveri di insetti macinati che verranno vendute da aggiungere ai cibi oppure utilizzate dalle industrie per arricchirne altri. Gli insetti sono considerati un alimento eco-compatibile: per ottenere un Kg di proteine derivate dagli insetti sono sufficienti 11m2 e circa 1000 litri d’acqua, circa 20 volte in meno rispetto a quelli necessari per avere la stessa quantità dai bovini. Inoltre, gli insetti hanno bisogno di poco cibo e non producono gas che causa effetto serra.
All’estero gli insetti sono già stati introdotti in alcuni piatti: in Francia ad esempio esistono già delle barrette energetiche a base di polvere di insetti, le chips di cavalletta, ma anche in altre città europee ci sono ristoranti che propongono menù a base di insetti. Si possono trovare anche all’Expo nell’area dei cibi del futuro, ad esempio provenienti dal padiglione della Thailandia ci sono la salsa di cimici d’acqua, cavallette arrosto, larve di bambù fritte e tanti altri ancora.
Le alghe sono immancabili nella cucina cinese e giapponese, in esse le proteine sono presenti al 60%. Accanto alla tradizionale alga nori utilizzata per avvolgere i maki, ci sono anche altri tipi di alghe che dovrebbero essere apprezzate in cucina. Tra queste, le hiziki, ricche di calcio, le arame che apportano potassio e sodio e la dulse con un gusto deciso e piccante, morbida e ricca di ferro e potassio. In Italia è già in vendita un’altra alga, la spirulina, sotto forma di integratore. Ha potere antiossidante ed inoltre è ricca di carotenoidi, omega 3 e ferro, quindi potenzialmente perfetta per produrre tanti alimenti. Sempre ad Expo, nel padiglione del Messico si può scoprire come, quest’alga, fosse già utilizzata come cibo medicale ai tempi degli Aztechi. Mentre nel padiglione dell’Olanda si può trovare il Dutch Weed Burger, una polpetta a base di alghe provenienti da allevamenti sostenibili.
Come detto, accanto alle proteine di origine naturale ci possono anche essere quelle create in laboratorio. Il primo hamburger è stato generato allevando cellule staminali di una mucca ed è stato prodotto da una start up americana. Un’altra start up punta a creare dai vegetali l’equivalente di polvere di uova, eliminando il problema dell’allevamento intensivo delle galline.

Insetti, meduse, bruchi..ecco la dieta del futuro ultima modifica: 2015-07-20T11:31:39+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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