Sono incinta, cosa devo fare?!

410 visualizzazioni Scrivi un commento

Al giorno d’oggi, ogni donna sa che durante la gravidanza dovrà sottoporsi ad alcuni accertamenti per essere sicura che la crescita del feto avvenga senza problemi. Ci si può chiedere se gli esami, le visite sono davvero troppe oppure no. E’ fondamentale proteggere la donna ed il suo bambino fin dal suo concepimento, è una priorità, in quanto la gravidanza è un periodo critico e fragile durante il quale è necessario prevenire tutte quelle situazioni e quelle malattie potenzialmente dannose.

Nel 2011 è stata pubblicata dal Ministero della Sanità la Linea Guida sulla gravidanza fisiologica, che prende in considerazione tutto il percorso dell’assistenza alla gravidanza, considerata con il parto, un processo fisiologico.  Ovviamente ogni donna è diversa dall’altra, per questo motivo, possono essere necessari valutazioni e provvedimenti personalizzati.

Bisogna ricordare che ogni intervento assistenziale in gravidanza deve avere benefici dimostrati ed essere accettabile per le donne; due requisiti fondamentali. Non tutti i test proposti in gravidanza sono però appropriati ed efficaci, è necessario far chiarezza.

L’ecografia è un esame che non presenta effetti negativi né per la mamma né per il feto. Consente di vedere come il feto cresce e si presenta. Nel corso della gravidanza sono sufficienti tre ecografie, una per trimestre: la prima viene effettuata per via transvaginale, le successive per via addominale. Le principali informazioni date dall’ecografia possono riguardare le eventuali malformazioni del feto (riguardano il 2-3% delle gravidanze). Bisogna però considerare che un’ecografia ogni 1000/5000 può essere sbagliata, con un’errata diagnosi di malformazione; per questo motivo è bene ripetere l’esame per confermare o per escludere la diagnosi.

Un altro esame importante è rappresentato dallo screening per la trisomia del 21. Gli unici test sicuri sono l’amniocentesi e la villocentesi che si basano sullo studio del cariotipo fetale; gli altri possono fornire una stima individuale del rischio di trisomia del 21. Ricordiamo il test combinato, che si effettua nel 1° trimestre e che prevede la misura della translucenza nucale, dei livelli ematici di βhCG e proteina plasmatica A (PAPP-A) associata alla gravidanza e dell’età materna; il doppio, triplo, quadruplo test che si effettuano nel secondo trimestre che sono basati sulla determinazione di α-fetoproteina, βhCG libera o totale (doppio) oltre a estradiolo non coniugato (triplo) ed inibina A (quadruplo), associati all’età materna. Il test integrato rappresenta un integrazione del test combinato con il quadruplo test; il test integrato sierologico rappresenta una variante di quello integrato che utilizza solamente i valori ematici (PAPP-A e quadruplo test) senza tener conto della translucenza nucale.

In gravidanza è molto importante tener sotto controllo le infezioni: la presenza di batteri nelle urine nel primo trimestre potrebbe essere un segnale di un’infezione renale che potrebbe causare un parto prematuro. E’ importante anche il dosaggio degli antigeni del virus dell’epatite B nel 3° trimestre: se la mamma presenta in circolo il virus quasi sicuramente contagerà il piccolo che non si ammalerà se avrà ricevuto immediatamente alla nascita le immunoglobuline e la vaccinazione. La ricerca dell’infezione da HIV viene raccomandata nel 1° e nel 3° trimestre perché un bambino che nasce da una mamma sieropositiva può essere efficacemente curato. Lo Streptococco di gruppo B viene ricercato tramite tampone vaginale alla 37-38ma settimana. In caso il risultato sia positivo è meglio fare un trattamento antibiotico all’inizio del travaglio per evitare che l’infezione si trasmetta al neonato nel canale del parto.

All’inizio della gravidanza si cercano nel sangue gli anticorpi per la Toxoplasmosi, se la ricerca risulta negativa è necessario ripetere l’esame ogni 4-6 settimane, cercando anche di spiegare come ridurre il rischio di contrarre l’infezione.

La misura della glicemia è utile per identificare i casi di diabete preesistente alla gravidanza oppure di diabete gestazionale. La pressione arteriosa viene misurata ad ogni visita, se è troppo alta potrebbe determinare convulsioni e altri sintomi (eclampsia).

Sono incinta, cosa devo fare?! ultima modifica: 2017-11-06T16:58:33+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *