Il virus del morbillo batte il tumore

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La viroterapia, ovvero la tecnica che utilizza l’abilità o la proprietà dei virus di trovare e distruggere le cellule tumorali maligne senza danneggiare quelle sane, ha una storia che nasce intorno agli anni 50 con le prime sperimentazioni sui topi. Nella speranza di trovare una strategia anticancro efficace e di stimolare o rafforzare i meccanismi di difesa del sistema immunitario, migliaia di pazienti sono stati trattati con virus oncolitici, elaborati in laboratorio, derivanti da molte famiglie differenti (Herpes, varicella, comuni virus influenzali). Il meccanismo con cui funziona la terapia è quello tipico dell’infezione virale: il virus attacca le cellule tumorali e le usa come ospiti per replicare il proprio materiale genetico, prima di causarne la morte.
I ricercatori statunitensi della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, sono riusciti a distruggere il tumore utilizzando una dose massiccia di virus del morbillo, che riesce a infettare e uccidere le cellule cancerose, risparmiando i tessuti sani. Le due pazienti coinvolte nella sperimentazione hanno ricevuto una sola somministrazione di virus del morbillo ingegnerizzato, particolarmente tossico per le cellule colpite dal mieloma. Queste pazienti erano malate di mieloma multiplo che non rispondevano alle altre terapie disponibili e avevano già avuto diverse ricadute. Inizialmente, entrambe hanno risposto positivamente alla terapia, ma gli esiti successivi sono stati diversi. In particolare, una delle due donne, una 49enne che lottava con la malattia da nove anni, pare essere in remissione completa da sei mesi, per cui gli studiosi sperano possa essere sulla via della guarigione. Anche l’altra partecipante alla sperimentazione, una 65enne malata da sette anni già sottoposta a vari trattamenti senza successo, ha beneficiato della cura, con una riduzione sia del tumore a livello del midollo osseo che delle proteine di mieloma. Nel primo caso il virus del morbillo, inoculato in forma ingegnerizzata in grandi quantità, ha portato alla remissione completa dei tumori che colpivano la paziente: è la prima volta che si documenta il successo dell’attività antitumorale di un virus nell’essere umano. Il risultato, per quanto incoraggiante, dovrà comunque essere verificato con studio clinico randomizzato di ampie dimensioni. Ci sono buone speranze, ma come ben si sa i tempi della ricerca scientifica sono lunghi e le fasi di sperimentazione per essere certi che una cura funzioni sono tre. Per ora è stata superata la prima.
L’articolo che annuncia il successo è per ora comparso soltanto sulla rivista edita dallo stesso ospedale in cui lavorano i ricercatori e non su una delle più importanti pubblicazioni scientifiche, come solitamente avviene. Medici e studiosi italiani sono concordi sulla serietà e competenza della Mayo Clinic nell’ambito di questa patologia, degli autori dello studio e sono concordi nel dire che i risultati sono incoraggianti, seppure solo di fase uno. Ovviamente bisognerà attendere le necessarie conferme: due soli casi sono pochi. Ci sono ovviamente ancora aperti molti problemi bisogna valutare la sicurezza della procedura, capire fino a che punto la terapia sia efficiente e poi restano da valutare le eventuali possibili “interferenze” delle vaccinazioni effettuate dal paziente in età pediatrica. Gli stesi ricercatori dello studio hanno dichiarato di avere selezionato queste due pazienti perché non avevano avuto il morbillo in precedenza e dunque avevano minori anticorpi verso il virus.

Il virus del morbillo batte il tumore ultima modifica: 2014-09-03T11:00:13+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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