Il supermammo

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Fino a 50 anni fa era impensabile che il papà si occupasse dei figli sotto l’aspetto pratico; i padri del giorno d’oggi sono diversi: sono più presenti e all’occorrenza diventano delle vice mamme a tutti gli effetti, assolvendone i compiti (cambiano pannolini, preparano pappe e mostrano “fieri” le occhiaie dopo una notte insonne).
Il ruolo del padre è anche quello di separare il figlio dalla madre per aiutarlo a diventare un adulto indipendente; il padre può fare le veci della madre a patto che lo faccia con energia maschile. E’ importante che impari anche a dire di no al momento giusto.
Spesso il lavoro può far si che il padre rimanga a lungo fuori casa o farlo rientrare quando il figlio è già a letto. Il senso di colpa che si viene a creare può far si che il papà inizi a dire si con frequenza maggiore, pur di fare buona impressione. Il papà riempie il figlio di oggetti o di denaro diventando un amico piuttosto che un genitore: questo è un atteggiamento da evitare perché di certo non aiuta i figli a comprendere il valore delle regole. Se però il padre prova un senso di colpa la cosa è positiva in quanto lo rende consapevole della sua assenza, e forse lo può portare ad essere più presente.
Al giorno d’oggi è anche cambiato il modo dei padri di preoccuparsi per il futuro dei figli: lasciano i ragazzi liberi di scegliere quello che è più giusto per loro, sono disposti ad assecondare le scelte dei figli, aiutandoli a realizzarsi senza spingerli a fare un lavoro non adatto a loro. Il padre dev’essere una guida nel caso ci sia indecisione nei figli, deve aiutarli a fare chiarezza sui loro talenti permettendo di coltivarli. Il padre deve insegnare al figlio che il più delle volte per raggiungere il traguardo è necessario qualche sacrificio.

Il supermammo ultima modifica: 2015-03-30T16:29:50+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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