Il robot che opera i bambini

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Ogni anno l’ospedale pediatrico Meyer registra 9mila ricoveri e oltre 8mila interventi chirurgici su bambini. Per questo motivo, il Meyer lancia una nuova sfida nella cura delle malattie cerebrali che colpiscono i bambini, aprendo le sale operatorie all’utilizzazione del robot neurologico, un sistema che consente di migliorare ulteriormente la qualità degli interventi di neurochirurgia pediatrica, garantendo la massima sicurezza per i piccoli pazienti.
Per consentire l’acquisto di questo robot dall’8 febbraio all’1 marzo la fondazione Meyer lancia una campagna di raccolta fondi con sms solidale, da qualsiasi gestore telefonico, al 45503 che permette di donare 2 euro. Con questi fondi raccolti si sosterrà l’acquisto di questo moderno sistema robotizzato per la cura dei bambini colpiti da malattie cerebrali, che consentirà di ridurre l’invasività degli interventi sui bambini, abbreviando i tempi degli interventi e diminuendo i rischi e che consoliderà il Meyer come avanzato centro chirurgico in Italia e nel mondo.
I medici tengono a precisare che il robot , grazie all’estrema precisione nel calcolo delle traiettorie di ingresso al cervello, permetterà di ridurre di oltre il 50% la durata delle operazione, riducendo la percentuale di complicanze (ad esempio, rischio emorragico ed esposizione all’anestesia) e aumentando la precisione del gesto chirurgico che si tradurrà nella riduzione complessiva del ricovero del piccolo paziente. Il nuovo sistema robotizzato opererà assieme agli attuali strumenti come il neuronavigatore e il casco sterotassico, migliorando le performance operatorie a sicuro vantaggio per il bambino.
Il robot neurochirurgico, una sorta di mano robotizzata guidata dal chirurgo, è estremamente utile negli interventi per l’epilessia complessa, per biopsie cerebrali, per curare patologie come l’idrocefalo, cisti intracerebrali, tumori e malformazioni.

 

Il robot che opera i bambini ultima modifica: 2015-02-18T14:28:55+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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