Il fungo magico

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La psilocibina è una triptamina presente in alcuni funghi allucinogeni, anche detti “funghi magici”, del genere Psilocybe e Stropharia. Dai dati raccolti in un ultimo studio, sembra che una delle principali azioni della psilocibina, come verosimilmente di altre sostanze allucinogene, sia di far saltare la sincronizzazione generale fra le attività delle diverse aree cerebrali superiori. Al contrario, diverse aree sottocorticali legate all’emotività e alla memoria mostravano di lavorare in modo più sincronizzato e più intenso.
La scoperta è stata fatta da un gruppo di neuroscienziati della Goethe-Universität di Francoforte, dell’Imperial College di Londra e dell’argentino Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas y Tecnologicas ed è stata pubblicata su “Human Brain Mapping”. In questo studio i ricercatori hanno analizzato i dati di imaging cerebrale di 15 volontari ai quali è stata iniettata per via endovenosa la psilocibina mentre erano sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Obiettivo dello studio è quello di conoscere i meccanismi che sono alla base di quello che accade sotto l’effetto di droghe psichedeliche per cercare di capire meglio i loro possibili usi. Esiste infatti la possibilità che la psilocibina possa essere d’aiuto nell’alleviare i sintomi della depressione, consentendo ai pazienti di cambiare i loro modelli rigidamente pessimistici di pensiero. È usata, a livello sperimentale, nel trattamento dei disturbi della personalità e delle cefalee a grappolo resistenti alle terapie tradizionali.
In un secondo tempo, i ricercatori hanno analizzato i dati modellandoli come un sistema dinamico, calcolandone l’entropia, che permette di quantificare il livello di casualità nell’evoluzione di un sistema: hanno rilevato un notevole incremento dell’entropia, interpretabile come un aumento del numero di tipi di attività possibili sotto l’influenza della psilocibina.
Numerosi studi hanno tra l’altro suggerito che ci sia un numero ottimale di reti dinamiche contemporaneamente attive nel cervello, che permette di ottimizzare l’equilibrio tra la stabilità e la flessibilità della coscienza, un requisito importante dal punto di vista evolutivo. Se il numero di questi circuiti supera quel punto critico ottimale, osservano gli autori, la mente passa a operare come un sistema dinamico sempre più caotico, con l’apertura di pensieri imprevedibili e potenzialmente pericolosi.

Il fungo magico ultima modifica: 2014-08-23T10:19:14+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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