Il cemento mangia-smog

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La scorsa estate Berlino ha ospitato gli European Inventor Award dell’EPO (European Patent Office), o in altre parole gli Oscar dell’innovazione tecnologica. A tener alto il nome dell’Italia è stato il progetto TX Active, ovvero l’invenzione rivoluzionaria del professor Luigi Cassar, volgarmente chiamata “cemento mangia-smog”, che ha permesso al gruppo italiano Italcementi di arrivare in finale concorrendo, nella categoria “Industry”.
Questa innovazione italiana è basata sulla creazione di un film che riveste la superficie del cemento che in seguito all’azione fotovoltaica del sole porterà gli esterni degli edifici ad essere in grado non solo di rimanere puliti più a lungo sfidando l’azione opacizzante dello smog, ma anche di contribuire a neutralizzare i componenti inquinanti migliorando la qualità dell’aria.
La prima messa in opera di questo speciale cemento fu per la costruzione della chiesa romana Dives in Misericordia. Durante la costruzione della chiesa gli operai, gli architetti il professor Cassar in persona hanno potuto constatare che l’aria circostante la nuova struttura era effettivamente più pulita di prima. L’ossido di titanio presente nel cemento infatti aveva accelerato l’ossidazione degli inquinanti nell’aria, rendendoli innocui per l’ambiente e per l’uomo. Test scientifici hanno in seguito confermato tale capacità mangia-smog, che acquisì immediatamente un posto di primo piano nelle strategie di sviluppo e marketing della società. In base a uno studio effettuato, le superfici rivestite con il prodotto di Italcementi riducono di circa l’70% l’ossido di azoto contenuto nell’aria che costituisce il componente dannoso che porta alla formazione delle polveri sottili ad altezza piuttosto bassa. Un utilizzo costante ed esteso del prodotto all’interno della cerchia urbana migliorerebbe considerevolmente la qualità dell’aria. In una grande città come Milano ad esempio, i ricercatori hanno calcolato che, sulla base delle evidenze sperimentali, rivestire con prodotti a base di cemento contenenti Tx Active il 15% delle superfici urbane a vista consentirebbe di ridurre l’inquinamento di circa il 50%; oppure l’applicazione di mille metri quadrati di prodotto equivale a piantare 80 alberi sempre verdi o eliminare l’inquinamento provocato da 30 veicoli a benzina.
I ricercatori di i.lab, il centro ricerca e innovazione Italcementi, lavorano quotidianamente alla messa a punto di nuovi prodotti e applicazioni in grado di offrire le migliori soluzioni per la building community.
Risultati che si traducono in reale architettura urbana, infatti se la Dives in Misericordia è stato il capostipite delle costruzioni, altre grandi strutture rappresentative dell’utilizzo di questo cemento che “respira” sono degne di nota, come il quartier generale degli uffici della Air France presso l’aeroporto internazionale Charles de Gaulle a Parigi, i.lab il nuovo centro di Ricerca & Innovazione di Italcementi a Bergamo e il Vodafone Village a Milano, la maggior opera finora realizzata con questo materiale.

Il cemento mangia-smog ultima modifica: 2014-10-22T16:42:23+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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