Il caffè, antidepressivo femminile

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Secondo i dati statistici a soffrire di depressione sono più le donne che gli uomini.
Un recente studio pubblicato, dai ricercatori dell’Harvard Medical School, sulla rivista scientifica “Archives of internal medicine”, ha affermato che due o tre tazzine di caffè al giorno rappresentano la quantità raccomandata per tenere lontana la depressione nelle donne con più di 60 anni; questo a patto che il caffè non sia decaffeinato.
La ricerca ha coinvolto circa 50mila infermiere con età media di 63 anni nessuna affetta da depressione a inizio studio. A tutte, nel decennio 1996-2006, è stato somministrato un questionario sul consumo di caffè e il loro stato di salute. Durante il follow up di queste infermiere, 2607 erano state colpite da depressione nel periodo analizzato, la maggior parte beveva poco o per nulla caffè. Rispetto poi alle donne che bevevano una tazzina alla settimana il pericolo di ammalarsi era del 15% inferiore nelle donne che ne assumevano 2 o 3 tazze e del 20 % inferiore in quelle che ne consumavano 4 o più tazze al giorno.
Secondo questo studio quindi pare che le donne che consumano caffè, rispetto a quelle che non sono abituate a berne siano meno a rischio depressione. Tuttavia studi precedenti spiegavano che alti livelli di caffeina elevavano gli stati d’ansia, provocavano insonnia e di conseguenza anche sbalzi d’umore e sintomi che si avvicinavano a stadi precedenti la depressione. Tutto dipende dalle quantità, dall’uso e dall’abuso che se ne fa; infatti, superate certe dosi il rischio ricomincia a salire, a causa degli effetti collaterali legati all’abuso di caffeina.
Secondo i ricercatori dello studio, la caffeina contenuta nel caffè altera positivamente la chimica del cervello. Gli scienziati spiegano che la caffeina funziona come le pillole antidepressive, favorendo il rilascio di alcuni ormoni come la serotonina, migliorando la sensazione di benessere e iniettando energia per lungo tempo.

 

Il caffè, antidepressivo femminile ultima modifica: 2015-05-20T16:29:22+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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