Grazie ad un’app possiamo sapere se la zanzara è pericolosa

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In alcune aree della Terra basta una puntura di zanzara per trasmettere malattie e altre gravi infezioni, che spesso portano alla morte. Ma non è facile capire in anticipo se un insetto è pericoloso. Solo 40 delle 3.500 specie di zanzare possono “mordere” l’uomo, trasmettendo la malaria, la febbre di Dengue o il virus Zika, malattie che uccidono ogni anno migliaia di persone al mondo. Usando la vista è praticamente impossibile, molte delle 3.500 specie sono praticamente indistinguibili. Ad esempio, visivamente due specie possono sembrare identiche, ma una colpisce l’uomo e l’altra solo gli animali.

Ma come si può sapere se un insetto è pericoloso perché infetto, o invece, può causare solo prurito o rossore? In una cosa, però, ogni specie di zanzara è unica: il ronzio. Questo rumore dovuto al battito d’ali (da 300 a 600 volte al secondo) è usato come richiamo amoroso e segnale di riconoscimento tra membri della stessa specie, questo vale anche per le zanzare anofeli, vettori della malaria.

Due diversi progetti permettono di usare gli smartphone per “ascoltare” e identificare il ronzio degli insetti: così si risale alla specie e si sa subito se è vettore di infezioni. Infatti, il ronzio captato dai sensibili microfoni di uno smartphone, potrebbe prevenire punture pericolose.

Grazie al fatto che ogni specie ha un suo “suono” tipico, oggi, grazie ad una app messa a punto da un gruppo di ricercatori di Oxford, nel Regno Unito, guidato da Marianne Sinka, è possibile riuscire a distinguere le varie specie, appunto captando il ronzio della zanzara.

I ricercatori sono riusciti a creare una app per Android chiamata MozzWear (attualmente ancora in fase di test), uno strumento tecnologico in grado di registrare il ronzio di una zanzara che si trovi almeno a 10 cm di distanza. A questo punto, algoritmi di apprendimento automatico lo confrontano agli altri richiami presenti in un database: alla fine, l’abbinamento tra ronzio e specie è corretto in un intervallo che va dal 68 al 92% dei casi.

Gli scienziati di Stanford hanno ideato un sistema simile chiamato Abuzz, che permette di caricare su un sito le registrazioni del ronzio per l’identificazione. L’idea è di farlo funzionare anche via sms: inviandolo a una segreteria telefonica si riceverebbe un messaggio con il nome della specie. Attualmente il programma ne riconosce una ventina, con un’accuratezza del 70-90%.

Queste nuove app potrebbero rappresentare un enorme servizio alle comunità locali dove esistono delle vere e proprie epidemie date proprio dalle zanzare più pericolose. Questo permetterebbe loro di decidere se e quando attuare disinfestazioni mirate e altre misure preventive. Ma anche di mappare la diffusione di vettori, o di accorgersi della presenza di nuove specie di zanzare in un determinato territorio.

Come detto, queste app sono ancora in fase di sperimentazione. Prima però occorrerà verificare che le app funzionino anche in ambienti normali, inquinati da rumori di fondo, e non solo nei silenziosi spazi dei laboratori.

 

Grazie ad un’app possiamo sapere se la zanzara è pericolosa ultima modifica: 2018-07-23T14:48:02+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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