Giuste scelte contro l’emicrania

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In Italia circa 7 milioni di persone soffrono di emicrania, le donne sono le più esposte (le cause sono per lo più ormonali) con un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini. E’ importante per la cura dell’emicrania, scegliere i farmaci giusti che permettano di combattere il dolore senza andare ad interferire con altre condizioni fisiche. L’emicrania è una forma di cefalea con dolore da moderato ad intenso, di tipo pulsante che colpisce soprattutto metà del capo coinvolgendo l’occhio, la tempia, la base del naso e a volte la parte posteriore della testa. Le persone affette da questo disturbo mostrano fastidio verso la luce e i suoni, e a volte nausea, vomito e dissenteria. Un attacco può durare dalle 4 alle 72 ore. L’emicrania può essere senza o con aura, caratterizzata da formicolii agli arti, visione di lampi di luce, difficoltà a parlare; questi sintomi durano dai 5 ai 60 minuti e di solito compaiono prima dell’attacco, anche se a volte possono manifestarsi durante.
Esistono due tipi di cure per l’emicrania in base al fatto che si tratti di un attacco acuto, oppure per sua la prevenzione. I farmaci per l’attacco acuto agiscono sul dolore e non svolgono effetti preventivi e sono indicati quando le crisi emicraniche non compaiono più di tre volte al mese. Questi farmaci sono i triptani e i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). I primi rappresentano il trattamento d’elezione nella cura dell’emicrania; essi agiscono sui recettori della serotonina considerati responsabili dell’ipereccitabilità della corteccia cerebrale. Questi farmaci sono in grado di alleviare il male causando restrizione dei vasi sanguigni e inibendo la trasmissione del dolore; agiscono sui meccanismi che portano alla comparsa del dolore. Riducono sintomi come nausea e vomito e sono ben tollerati, con effetti collaterali abbastanza lievi. I triptani devono essere prescritti dal medico dopo esami accurati, ma non possono essere assunti dalle donne in gravidanza e dalle persone ipertese, nonché da ragazzi di età inferiore ai 18 anni. I FANS (acido acetilsalicilico, paracetamolo, ibuprofene e altri ancora) riducono la sensazione dolorosa bloccando Cox-1 e 2, necessari per la produzione delle prostaglandine, sostanze responsabili della trasmissione del dolore. A differenza dei triptani non sono specifici, ma agiscono genericamente sul dolore. Sono in grado di irritare la mucosa gastrica causando gastrite.
Nel caso in cui gli attacchi siano più di tre al mese è necessario associare ai farmaci per l’attacco acuto quelli per la prevenzione. Questi farmaci devono essere presi quotidianamente rispettando la dose e la formulazione prescritta dal medico. Tra questi ci sono i betabloccanti, studiati soprattutto per problemi cardiaci, ma hanno anche un’azione efficace in caso di emicrania perché agiscono su particolari recettori che inibiscono la vasodilatazione che sta alla base del dolore. Effetti collaterali del loro utilizzo sono stanchezza e mancanza di energia; non devono essere utilizzati in persone che soffrono d’asma. Gli antidepressivi triciclici, agiscono sui livelli di serotonina e quindi hanno effetti positivi sul tono dell’umore; hanno anche un effetto preventivo per quanto riguarda l’emicrania. Sembrano agire su recettori coinvolti nella trasmissione di stimoli dolorosi. L’effetto non è immediato, per avere beneficio devono trascorrere almeno tre settimane di trattamento. I calcioantagonisti, utilizzati per ipotensione e problemi cardiocircolatori, vengono utilizzati per l’emicrania in quanto hanno un’azione vasomodulatrice a livello cerebrale; sono efficaci, ma la loro azione è lenta, infatti i primi benefici si hanno dopo un mese di trattamento. Non possono essere presi da persone con aritmie e da persone in gravidanza.

Giuste scelte contro l’emicrania ultima modifica: 2015-07-13T12:49:11+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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