“Fate il nostro gioco”

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Lo scorso ottobre ha aperto i battenti a Milano la mostra evento “Fate il nostro gioco” per svelare le regole ed i piccoli segreti della matematica che stanno dietro all’immenso fenomeno del gioco d’azzardo in Italia. Tutto questo grazie all’aiuto di Paolo Canova e Diego Rizzuto, un matematico e un fisico torinesi: il progetto nasce nel 2009 grazie a una mostra dedicata alla matematica del gioco d’azzardo, e da allora si è sviluppato trasformandosi in molte diverse esperienze: una conferenza, un laboratorio, un format tv, un corso di formazione per insegnanti e operatori sanitari e anche un libro.
Grazie alla buona comunicazione che può dare questa mostra si potrebbe aiutare a combattere le ludopatie in attesa del dimezzamento del numero di slot machine in Italia (infatti è stato raggiunto un accordo che mira a dimezzare le sale da gioco entro il 2020 e a diminuire di un terzo le slot machine presenti sul territorio nazionale). La mostra infatti punta ad arginare il dilagante fenomeno del gioco d’azzardo patologico.

Il gioco fa parte della cultura italiana: il gioco del lotto esiste in Italia fin dalla sua unità, da esso sono nate la smorfia e l’interpretazione dei sogni. La storia del gioco in Italia ha avuto poi un’accelerazione alle metà degli anni ’90 con l’arrivo del Superenalotto e la moltiplicazione delle formule d’azzardo dal Gratta e Vinci fino alle macchinette di videolottery presenti in una grande quantità di locali.

In Italia il gioco rappresenta la terza “industria” del Paese, con un giro d’affari di oltre 95 miliardi di euro (dati del 2016) che genera un introito di 10 miliardi di euro allo Stato italiano. Purtroppo però l’esistenza del gioco ha fatto si che si sviluppassero i malati di Gioco d’azzardo Patologico (GAP): in Italia si stimano circa 300mila ludopatici, con una particolare incidenza su anziani e giovani. Il fattore tempo è un elemento cruciale per aiutare i ludopatici a curarsi. Conta molto l’informazione legata alla patologia e la pubblicità del gioco d’azzardo dovrebbe essere vietata come quella delle sigarette.

Nelle sale della mostra è possibile seguire un percorso interattivo durante il quale gli studenti, accompagnati da un divulgatore scientifico, acquisiscono familiarità con le leggi matematiche del caso e della probabilità. L’obiettivo è quello di rispondere a domande solo apparentemente semplici: “Conviene giocare d’azzardo? E se, come dicono tutti, non conviene allora perché giochiamo?”. All’interno della mostra si cercano risposte in modo scientifico, sperimentando senza alcun pregiudizio e discutendo con i visitatori i risultati degli esperimenti.

 

Il percorso di visita si sviluppa in tre ambienti: nel primo viene esplorato il concetto di improbabilità, qui i visitatori vengono coinvolti in tre attività interattive (il celebre gioco delle tre porte al fine di esplorare il concetto di probabilità, la sfida della top10 per indagare la natura anti-intuitiva di questa disciplina, l’esperimento del cubo di coriandoli per scoprire il mondo degli eventi praticamente impossibili); nel secondo ambiente è stata ricreata una sala di scommesse, un vero e proprio casinò matematico dove i divulgatori si trasformano in croupier e interagiscono con i visitatori nel gioco della Roulette, del Black Jack, del Poker, ma anche nei giochi pubblici d’azzardo come Slot Machine, Lotto, Superenalotto, Win For Life e Gratta e Vinci. Per ogni gioco, il divulgatore illustra il funzionamento e il margine di guadagno del banco, sottolineando il rapporto che c’è tra la probabilità di vincere e la remunerazione da parte del banco in caso di vincita. Vengono raccolti i dati delle giocate e i grafici del bilancio complessivo dei visitatori, aggiornati in tempo reale in un grande esperimento statistico, con lo scopo di mostrare che, nel lungo periodo, il bilancio dei giocatori è destinato a peggiorare a un ritmo che si può calcolare matematicamente, in modo semplice. Nel terzo ambiente un video cerca di stimolare una riflessione per accendere un breve dibattito sulle conseguenze del gioco d’azzardo patologico.

“Fate il nostro gioco” ultima modifica: 2018-01-12T12:00:45+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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