Ernia, un disturbo fastidioso e a volte invalidante. Come trattarla?

1983 visualizzazioni Scrivi un commento

L’ernia addominale è la fuoriuscita di un viscere, o di una parte di esso, dalla cavità addominale dov’è normalmente contenuto, facendosi strada attraverso un orifizio preformato o un’area di debolezza della parete di rivestimento.
Le ernie possono essere interne (es.al disco, diaframmatica, cervicale), dove lo spostamento del viscere avviene all’interno del corpo, pertanto non si nota alcuna protuberanza o esterne, dove i visceri infilandosi tra le diverse strutture che formano la parete addominale, si spingono verso l’esterno diventando evidenti, questo è il caso soprattutto dell’ernia addominale. Le ernie addominali prendono il nome dalla porta ernaria attraverso cui si fanno strada e sono: inguinale, la più frequente, interessa soprattutto il sesso maschile; femorale, si forma poco al di sotto dell’inguine, colpisce soprattutto le donne a causa della loro conformazione del bacino; ombelicale, molto frequente nelle persone obese ed epigastrica, che compare lungo la regione tra ombelico e sterno. La formazione dell’ernia spesso è legata ad una predisposizione, spesso congenita, come una malformazione, l’indebolimento della parete addominale tipica delle persone molto magre, degli anziani o delle donne in gravidanza. Esistono anche fattori scatenanti, come l’aumento della pressione nella cavità addominale o traumatici, come stitichezza cronica, ripetuti colpi di tosse, bronchite. La presenza di un’ernia può essere molto fastidiosa e a volte invalidante, bisogna quindi evitare di fare eccessivi sforzi fisici, di sollevare pesi ed inoltre, è importante controllare il proprio peso. Ai primi sintomi è necessario sottoporsi immediatamente ad una visita specialistica, per arrivare ad una corretta diagnosi e stabilire il tipo di intervento chirurgico necessario, l’unico modo per curarla. Gli interventi più utilizzati consistono nell’applicazione di reti contenitive (rappresentate da protesi in materiali diversi e di diverso peso, più o meno rigide) che consentono di mantenere l’intestino nella sua sede naturale. La novità è rappresentata dalla possibilità di operare, utilizzando fili di sutura completamente o parzialmente riassorbibili, senza mettere punti, ma grazie a colle biologiche: si tratta di una colla di fibrina che garantisce la perfetta aderenza delle reti, senza danneggiare niente e in grado di ridurre il dolore post-operatorio. Se l’ernia è sufficientemente grande è meglio ricorrere all’anestesia locale. Dopo anestesia il chirurgo posiziona la rete attraverso piccole incisioni nell’addome (che verranno coperte da un cerotto), l’intervento dura circa un’ora e il paziente può essere dimesso immediatamente. Può permanere un leggero fastidio, che passa nel giro di una settimana. Già dal giorno successivo l’intervento, il paziente può riprendere la sua vita di sempre, moderatamente e gradatamente.

Ernia, un disturbo fastidioso e a volte invalidante. Come trattarla? ultima modifica: 2014-08-28T10:33:53+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *