Erba pepa: il dentifricio di 2000 anni fa

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Il suo nome scientifico è Cyperus rotundus, ma gli agricoltori la conoscono come erba pepa o zigolo infestante. E’una pianta perenne, alta 10-40 cm, presente in quasi tutte le zone del mondo, soprattutto nei paesi della fascia tropicale e temperato-calda, come infestante nelle coltivazioni irrigate. In Italia è presente al nord soprattutto in Lombardia e Liguria, mentre nel centro-sud è conosciuta in tutte le regioni, dove vegeta da giugno a novembre. È una specie commestibile officinale e nonostante il sapore amaro i tuberi sono edibili ed hanno un buon valore nutrizionale. Nonostante ciò, oggi questa pianta è considerata soprattutto per la sua capacità infestante, mentre in passato veniva masticata dai nostri antenati per prevenire la carie.
Un gruppo di scienziati della Universitat Autònoma de Barcelona e l’Università di York ha effettuato una ricerca in Sudan centrale, nel sito di “Al Khiday”, dove sono state trovate tracce del consumo di questa pianta nella placca dentale di una comunità agricola vissuta circa 2 mila anni fa. Le analisi del materiale trovato tra i denti dei 20 scheletri fanno pensare che l’erba pepa fosse un elemento costante della loro dieta, anche se a quell’epoca le tecniche agricole fossero già piuttosto avanzate e quelle popolazioni avessero a disposizione cibi ben più allettanti. Il motivo della strana preferenza alimentare si evince forse dei resti esaminati: meno dell’1% degli scheletri mostra segni di carie o ascessi, un fatto molto raro per le antiche comunità agricole, il cui alto consumo di zuccheri metteva a rischio la salute dentale. Può darsi che questa popolazione consumasse l’erbaccia amara per le sue proprietà medicinali, magari dopo averla cotta, per attenuarne il sapore forte. Le analisi su scheletri locali precedenti la nascita dell’agricoltura, indicano che la pianta veniva consumata come cibo. L’abitudine a mangiarla potrebbe essere rimasta anche dopo l’avvio dell’attività agricola. Difficile che all’epoca si scegliesse di usarla, consapevolmente, come antibatterico per il cavo orale, magari veniva mangiata perché era buona e faceva bene. Gli scienziati suggeriscono che gli uomini preistorici avevano un’ottima conoscenza delle piante e delle loro qualità nutrizionali e medicinali.
Secondo ricerche scientifiche, Cyperus rotundus ha la capacità di inibire lo Streptococcus mutans, un batterio coinvolto nella carie e l’uso di questa pianta potrebbe essere una delle ragioni per il livello sorprendentemente basso di carie presenti in questa popolazione. Ora sappiamo che Cyperus è un ossidante naturale e un aiuto contro il cancro.

Erba pepa: il dentifricio di 2000 anni fa ultima modifica: 2014-08-07T10:44:53+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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