Epilazione totale: si o no?

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La depilazione intima era praticata già nell’Antico Egitto, perché la pelle liscia al tatto era considerata segno di nobiltà ed innocenza. Oggi, la depilazione totale è ormai una pratica molto diffusa. Esistono però dei rischi, di cui l’estetica non tiene conto.

L’Accademia spagnola di Dermatologia di Barcellona ha trovato una correlazione tra depilazione intima e predisposizione a malattie virali, batteriche e micotiche, con conseguenze pericolose anche per il partner che potrebbe contrarre herpes, Hpv e nei casi più seri la sifilide. La ceretta inoltre può far aumentare il dolore nelle donne che soffrono di vulvodinia o vestibolite che causano sofferenza durante il rapporto sessuale, in quanto va ad attivare le fibre nervose del nervo pudendo. Se la depilazione non è eseguita da mani esperte può determinare un aumento della follicolite vulvare, per le donne che ne soffrono.

I peli si sono sviluppati in epoca ancestrale probabilmente per favorire l’evaporazione del sudore nell’area genitale e l’evaporazione di sostanze volatili, i feromoni, il cui odore era legato all’attrazione sessuale. Hanno un’azione protettiva e nello specifico i peli pubici proteggono da possibili lesioni ed infezioni durante il rapporto sessuale. L’epilazione totale rende l’epidermide più vulnerabile facilitando la proliferazione e la trasmissione di germi, soprattutto per quanto riguarda la depilazione nella parte centrale del pube in quanto l’attrito durante l’atto sessuale e maggiore.

Dal punto di vista medico la depilazione totale è sempre sconsigliata, al contrario può essere consigliata quella dell’aera pubica per favorire l’igiene.

Epilazione totale: si o no? ultima modifica: 2015-02-19T16:06:46+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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