Diamo una chance alle nostre vecchie scarpe sportive

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Riutilizzare le scarpe sportive per creare la pavimentazione antishock dei parchi gioco. E’ questo il progetto ESOsport, un buon esempio di economia circolare che, lo scorso settembre, ha portato all’inaugurazione del primo “Giardino di Betty” ligure, in una scuola materna genovese. L’iniziativa, senza alcuno scopo di lucro, è stata possibile grazie anche alla partecipazione dei cittadini, che hanno raccolto e donato 918Kg di scarpe da ginnastica usate nei 30 punti di raccolta distribuiti in città e messi a disposizione dall’Amiu, l’azienda di nettezza urbana del capoluogo ligure.
I Giardini di Betty sono oggi una bella realtà del territorio italiano in cui la solidarietà si coniuga con il rispetto dell’ambiente. ESOsport nasce nel 2009, da un’idea di Nicolas Meletiou, managing director di ESO (Ecological Services Outsourcing) e runner appassionato, sul tema del corretto smaltimento delle scarpe sportive esauste, ormai consumate e stipate negli armadi degli appassionati di sport. Grazie alla sua esperienza con ESO nel settore del recupero, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti speciali da ufficio, ipotizza per la prima volta la possibilità di riciclare le scarpe. Si crea così l’incredibile opportunità di coniugare l’amore per il mondo del running con una consolidata competenza nel mondo dei rifiuti. ESOsport rappresenta il primo ed unico progetto di riciclo delle scarpe sportive in Italia e in Europa.
Elisabetta Salvioni Meletiou, moglie di Nicolas Meletiou, ha con dedizione ed equilibrio affiancato il marito nell’ideazione e nella conduzione di questo progetto sino al 2 luglio 2011, giorno della sua prematura scomparsa ed è a lei dedicato il nome “Il Giardino di Betty”, parchi giochi per bambini, realizzati tramite pavimentazione antishock generata dalla gomma di vecchie scarpe da ginnastica raccolte e riciclate.
Grazie all’apposito ESOsport bag, è possibile riporre le vecchie scarpe da ginnastica esauste all’interno dell’ESObox sport, contenitore in cartone riciclato, dedicato a questa iniziativa. Le vecchie scarpe raccolte vengono lavorate separando la canapa dalla gomma e triturando la gomma stessa, per poi selezionare di nuovo il prodotto. Con il materiale granulare ottenuto dalla triturazione delle scarpe si possono produrre piastrelle per pavimentazioni anti shock ad assorbimento di impatto, perfette per le aree giochi dei bambini, ma anche per le piste da atletica e per gli impianti sportivi. Le piastrelle prodotte non conducono elettricità, oltre ad essere atossiche e resistenti alla corrosione di oli, luce e acqua.

Diamo una chance alle nostre vecchie scarpe sportive ultima modifica: 2015-10-26T19:26:45+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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