Death Valley, le sue rocce semoventi ed un inusuale aurora boreale rosa

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La troupe di ex-studenti dell’American Film Institute, gli starchasers, cacciatori di stelle, è partita per girare un corto spettacolare. Protagonisti del nuovo filmato, insieme alle scene del cielo stellato in movimento, due fenomeni suggestivi e misteriosi: le rocce “semoventi” di Racetrack Playa e una splendida aurora boreale rosa.
Racetrack Playa, il grande lago prosciugato che si trova nella Death Valley entro i confini della California, è famoso perché, attraverso quest’ampio spazio pianeggiante costituito da fango inaridito, rocce di piccole, medie e grandi dimensioni si trovano disposte sul suolo e dietro di loro dalle collinette rocciose si estende una scia anomala: sembra che si “muovano” apparentemente senza ragione, lasciando evidenti tracce di trascinamento sulla sabbia. Per anni le teorie che hanno cercato spiegazioni al fenomeno son state varie: da processi fisici di lenta erosione a teorie di ambito biologico. Secondo alcuni ricercatori, a spingere i massi sarebbero fattori climatici come pioggia, vento e ghiaccio, mentre altri ipotizzano una spiegazione biologica, in cui sarebbero coinvolti batteri. Nessuna di queste ipotesi ha potuto comunque risolvere i dubbi su quelle che vengono chiamate sailing stones; tra i vari dubbi quello più ricorrente è sul perché alcune pietre rimangono ferme e altre ancora deviano la traiettoria ritornando dov’erano in partenza. In ogni caso non è possibile vederle muovere e gli spostamenti sono molto lunghi, dai 3 ai 4 anni. Sono comunque tutte ipotesi molto difficili da verificare: il parco è poco accessibile, sia per motivi logistici che per le ferree norme che regolano le attività consentite nella zona protetta, non è infatti possibile installare attrezzature che monitorino le rocce per lunghi periodi.
In questo panorama insolito la troupe di starchasers ha ripreso un altro fenomeno insolito: l’aurora boreale rosa. Quando particelle cariche elettricamente provenienti dal sole incontrano molecole gassose invadendo l’atmosfera terrestre si apre davanti agli occhi di chi vive a particolari latitudini del nostro pianeta uno spettacolo luminoso mozzafiato detto northern lights. In base alla vicinanza a uno dei due poli si tratta di aurora boreale per il nord o di aurora australe per il sud. Il motivo per il quale è possibile osservare l’aurora ai due poli è che protoni e elettroni che raggiungono la Terra “sull’onda” del vento solare riescono ad attraversare l’atmosfera solo in quelle zone del globo dove il campo magnetico è minore.
In questa spettacolare spedizione la troupe di starschasers ha sperimentato nuove tecniche di lunga esposizione, come quella che chiamano starscraping. Le scene in cui le stelle lasciano la scia sono state ottenute con un’esposizione di 25 secondi, senz’altro effetto speciale che quello della rotazione terrestre. Per la realizzazione di questo film sono state necessarie una spedizione di tre giorni e due notti e più di seimila foto.

Death Valley, le sue rocce semoventi ed un inusuale aurora boreale rosa ultima modifica: 2014-08-14T09:29:46+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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