Dalle vespe un’arma anticancro

719 visualizzazioni Scrivi un commento

Si chiama Polybia paulista ed è una vespa, un insetto aggressivo ed endemico nel Sud-est del Brasile, il cui veleno potrebbe costituire una nuova arma per la lotta contro il cancro. Un’equipe di ricercatori dell’Università di Leeds, in merito, ha appena pubblicato uno studio, ancora in fase preliminare, su Biophysical Journal in cui si mostra come la tossina contenuta nel veleno, la Mp1 (Polybia-Mp1) potrebbe essere in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali senza però danneggiare quelle sane. E’ stato infatti dimostrato che inibisce molteplici forme di cellule cancerose: il cancro alla prostata, alla vescica e le cellule leucemiche multiresistenti.
Nella sperimentazione condotta sui topi, si è visto che riesce a prendere come bersaglio e distruggere le cellule del tumore, aggrappandovisi e facendogli perdere molecole vitali. Il meccanismo di azione della tossina si basa sul fatto che la stessa interagisca con i lipidi che sono distribuiti in modo anormale sulla superficie delle cellule tumorali, creando una sorta di “pori” che si formano nel giro di pochi secondi e che permettono la fuoriuscita di molecole fondamentali per le funzioni della cellula, come RNA e proteine, di uscire facilmente dalle cellule.
Fino a ora non era ancora stato chiarito come Mp1 distruggesse le cellule tumorali senza danneggiare quelle normali. Gli studiosi dell’Università di Leeds e quelli della São Paulo State University del Brasile, hanno ipotizzato che il motivo risieda nelle proprietà uniche delle membrane delle cellule tumorali. Nelle membrane delle cellule sane, i fosfolipidi fosfatidilserina (PS) e fosfatidiletanolammina (PE) si trovano nella parte interna, sul versante citoplasmatico e quindi irraggiungibili e inattaccabili dalla MP1. Al contrario nelle cellule tumorali, i due fosfolipidi  sono posti nella parte esterna sul versante extracellulare, costituendo così un facile bersaglio per la tossina.
Secondo Paul Beales dell’Università di Leeds, uno degli autori del lavoro, le terapie del cancro che vanno ad attaccare la composizione lipidica della membrana cellulare potrebbero costituire una nuova classe di farmaci antitumorali. Tutto ciò potrebbe essere utile nello sviluppo di nuove terapie di combinazione, in cui vengono utilizzati simultaneamente più farmaci che attaccano le diverse parti delle cellule tumorali nello stesso tempo.
In un futuro prossimo, i ricercatori prevedono di studiare la sequenza aminoacidica di Mp1, per comprendere il suo meccanismo d’azione e per valutare ulteriormente il suo potenziale da utilizzare in medicina.

Dalle vespe un’arma anticancro ultima modifica: 2015-09-27T05:46:59+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *