Dalla California la moda dell’Acai bowl

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Una tendenza naturale partita dalla California, ma che sta esplodendo in altre parti del mondo. Questa è la acai bowl: una ciotola (bowl) ripiena di bacche di acai, ovvero i frutti di una palma sudamericana della foresta Amazzonica. Le bacche di acai, Euterpe Oleracea Mart, sono l’ingrediente principale della colazione che, in California, sta sostituendo quella tradizionale. La colazione con l’acai bowl si può arricchire con qualsiasi altra frutta, e con dei cereali, che conferiscono croccantezza. Visivamente le bacche di acai sono simili ai mirtilli e agli acini d’uva, e hanno un buon sapore fresco e leggermente acido, che bene si abbina all’altra frutta.
Queste bacche sono molto ricche di antociani, di omega 3 e di aminoacidi preziosi per il buon funzionamento del sistema circolatorio; inoltre, sembra che queste bacche siano molto ricche anche di antiossidanti, molti di più rispetto a quelli contenuti nei mirtilli, nelle bacche di Goji e nella melagrana.
In California questa bacca è molto apprezzata e consumata: si stanno aprendo dei locali specializzati in acai bowl, che offrono diverse ricette a seconda delle esigenze dei clienti. Questa moda spopola anche sui vari social network, dove ognuno vuole mostrare la propria versione. Molti bar propongono l’acai bowl e adesso è in arrivo sempre dalla California anche la versione frullata.
Se è vero che anche in Italia cappuccio e brioche stanno lasciando il posto ad una colazione più sana, come latteo yogurt e cereali, sembra che l’acai bowl sia il “top” in fatto di benefici per l’organismo. I fan di questa colazione supernaturale e anche molto energetica (circa 250 kcal), giurano che è il meglio che si possa desiderare per cominciare bene la giornata, senza i sensi di colpa che hanno quelli che si mangiano un bel cornetto alla crema.

Dalla California la moda dell’Acai bowl ultima modifica: 2015-11-25T08:58:56+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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