Una corretta alimentazione per contrastare il reflusso esofageo

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Il reflusso gastroesofageo è la risalita involontaria e frequente dei succhi gastrici e di parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago, talvolta fino alla gola. In Italia questo problema colpisce una persona su tre e  si manifesta solitamente tra i 30 ed i 50 anni con incidenza uguale tra donne e uomini.

Le cause sono molteplici, accanto ad una predisposizione e a una debolezza della valvola inferiore dell’esofago (il reflusso è causato infatti dal rilassamento, e quindi dall’incontinenza, di questa valvola posta alla fine dell’esofago che dovrebbe impedire il movimento retrogrado del contenuto gastrico), ci sono anche una dieta squilibrata (sovrappeso, obesità ed accumulo di grasso a livello del girovita aggravano il reflusso, aumentando il rischio di esofagite ossia l’infiammazione della parete interna dell’esofago), cattiva digestione e iperacidità.

Il sintomo tipico è una sensazione di rigurgito acido nell’esofago, associato a bruciore localizzato al petto e nello stomaco; diventa acuto durante la notte e quando ci si corica. A causa della spiccata acidità, il passaggio dei succhi gastrici all’interno dell’esofago provoca l’irritazione delle mucose e, talvolta, delle vie respiratorie e della gola provocando disturbi alle corde vocali, abbassamento di voce, laringite, raucedine, tosse cronica e asma.

L’alimentazione gioca un ruolo importante nella cura del reflusso gastroesofageo. Il trattamento prevede la correzione di alcune abitudini a tavola e dello stile di vita, con l’adozione di una dieta leggera (dove i pasti devono essere consumati con calma evitando di coricarsi subito dopo), caratterizzata da quattro o cinque piccoli pasti quotidiani e una riduzione dello stress. Privilegia pasti bilanciati e altamente digeribili e consiglia di migliorare le abitudini di vita. E’ importante non saltare mai la colazione, consumare la frutta lontano dai pasti ed evitare lunghe ore di digiuno; e, nel corso della giornata, bere almeno due/tre litri di liquidi, tra acqua e tisane.

È dimostrato che alcuni cibi e determinati comportamenti possono favorire gli episodi di reflusso perché allungano i tempi di svuotamento dello stomaco o sono irritanti. Si devono evitare cibi grassi, insaccati, soffritti, vino bianco, superalcolici, formaggi stagionati, cacao, tè, caffè, agrumi, bibite gassate, pomodoro, menta e il fumo di sigaretta. Il latte tampona l’acidità dello stomaco, ma essendo ricco in grassi può rallentare la digestione e, alla lunga, favorire il disturbo.

A chi soffre di reflusso gastroesofageo giova una dieta alcalinizzante in grado di contrastare l’acidità. Questo per cercare di mantenere il pH dell’organismo intorno a 7. Tra gli alimenti alcalinizzanti troviamo i legumi (no fagioli e lenticchie), patate, verdura (no cavoli, broccoli e carciofi), frutta, mandorle, nocciole

Al posto di the e caffè che come detto possono peggiorare l’acidità ed il reflusso, è meglio preferire infusi e decotti a base di erbe mediche ideali per proteggere la mucosa dello stomaco. L’ideale sono gli infusi di malva o di altea, piante ricche di mucillagini che formano uno strato protettivo  sulle mucose.

 

Se il disturbo è dovuto a stress l’ideale è rappresentato da un infuso di melissa, di camomilla o di passiflora, ottima contro irrequietezza e nervosismo, da assumere la sera prima di andare a dormire.

Una corretta alimentazione per contrastare il reflusso esofageo ultima modifica: 2017-10-02T16:00:14+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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