Cervello più giovane con un antiasmatico, grazie ad una ricerca made in Italy

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Per ora è stato sperimentato solo sugli animali: un farmaco, già in uso per combattere l’asma negli uomini, sembra essere utile per prevenire l’invecchiamento cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive. Questo è quanto ha dimostrato uno studio dell’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università Medica Paracelsus di Salisburgo, da poco pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Communications”.
Il nome del principio attivo contenuto nel farmaco antiasmatico è Montelukast, il farmaco ha attività antagonista sui recettori per i leucotrieni, mediatori chimici del processo infiammatorio; inibendo la loro azione bronco-costrittrice si migliora la pervietà dei bronchi. In Italia il farmaco è venduto con il nome di Singulair nella forma farmacologica di compresse masticabili, per questo è indicato per la terapia dell’asma pediatrica.
Questo farmaco, secondo lo studio, pare che abbia fornito ottime risposte nel “ringiovanimento” del cervello di cavie da laboratorio e apre quindi delle prospettive concrete per la cura delle malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Nel corso della ricerca, gli autori hanno preso topolini giovani (4 mesi di età) e anziani (20 mesi) e li hanno posti in una vasca piena d’acqua: in un punto della vasca c’era una piattaforma sommersa e i topi dovevano imparare dov’era e arrampicarsi sopra di essa. I topi giovani imparavano in fretta, mentre quelli anziani avevano bisogno di un training molto più lungo perché avevano problemi a memorizzare, per questo motivo facevano molti più tentativi di nuoto per arrivare alla piattaforma. A questo punto i ricercatori hanno somministrato a tutti i topi Montelukast e hanno visto che nei topi giovani non c’era nessun effetto migliorativo né peggiorativo delle prestazioni, mentre il farmaco era in grado di aiutare i topi anziani ad apprendere di più, ad imparare più velocemente. Secondo Maria Pia Abbracchio, Professore ordinario di Farmacologia presso l’Università Statale di Milano a capo della ricerca, grazie a Montelukast, viene ripristinato il deficit cognitivo riportando il cervello degli anziani quasi allo stesso stato del cervello giovane. Nel cervello riparte la neurogenesi endogena nell’ippocampo, l’area dell’apprendimento e della memoria che nell’anziano è danneggiata: il farmaco la ripristina, permette la maturazione di un numero di neuroni funzionali simile a quello dei giovani. La conseguenza è che si modifica il comportamento perché si compensa il declino cognitivo.
Il passo successivo della ricerca sarà quello di passare all’uomo. L’entusiasmo rispetto a questa scoperta è legato al fatto che Montelukast è già un farmaco in uso da parecchi anni con un ottimo profilo di tollerabilità. Quando il farmaco è già impiegato sull’uomo si possono fare studi clinici mirati molto più brevi. Ci sono casi in cui i farmaci vengono somministrati off label, ossia per un’indicazione terapeutica diversa da quella originale, in questo caso occorre procedere con cautela, perché non è detto che un farmaco che è molto ben tollerato in una popolazione di pazienti lo sia anche in presenza di caratteristiche diverse. Sempre secondo la dottoressa Abbracchio, non si può andare subito a sperimentare il farmaco sul paziente con Alzheimer, perché in questi soggetti il danno è così elevato che forse i bersagli che si vogliono colpire col farmaco, i neuroni immaturi, non ci sono neanche più. Bisogna agire prima, quando si è ancora a uno stadio di disturbo cognitivo lieve. C’è un disturbo, ma le basi organiche che lo causano sono ancora presenti.
Il risultato di questo studio fa ben sperare: nonostante le difficoltà dovute alla crisi e ai continui tagli, la ricerca italiana è ancora a livelli di eccellenza.

Cervello più giovane con un antiasmatico, grazie ad una ricerca made in Italy ultima modifica: 2015-11-23T16:16:36+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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