Capodanno a letto..con l’influenza

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Nonostante parecchie persone nelle scorse settimane siano dovute stare a letto a causa dei malanni di stagione, secondo gli esperti il virus influenzale vero e proprio non è ancora arrivato. Si pensa che avrà il suo massimo picco durante il periodo natalizio e i primi giorni di gennaio (con un picco verso Capodanno), complici il freddo, le vacanze natalizie, i bambini a casa e il maggior numero di contatti tra le perone a causa delle cene e pranzi di festa.

Secondo gli esperti la stagione influenzale 2017- 2018 sarà di media intensità: sono attesi circa 5 milioni di casi (la maggior parte bambini ed anziani), più o meno in linea con la stagione appena passata).

Con il termine generico di influenza viene compresa una grande varietà di forme infettive, ma in realtà si può parlare di influenza vera e propria se sono presenti contemporaneamente tre condizioni: febbre elevata (superiore ai 38°C) ad insorgenza brusca; sintomi sistemici (ad esempio dolori muscolari e/o articolari) e sintomi respiratori (tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola). In tutti gli altri casi si parla di sindromi parainfluenzali o di infezioni respiratorie acute.

A volte bastano delle piccole attenzioni quotidiane per garantirsi una protezione aggiuntiva. Tra le persone, la trasmissione del virus influenzale può avvenire sia per via aerea, attraverso gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, che attraverso le mani che vengono contaminate con secrezioni respiratorie. Per questi motivi una buona igiene può avere un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza.

L’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) infatti ha raccomandato le seguenti azioni: lavare le mani con acqua e sapone e, in assenza di acqua, utilizzare dei gel igienizzanti; avere una buona igiene respiratoria che consiste nel coprire la bocca ed il naso quando si starnutisce o si tossisce, utilizzare i fazzoletti monouso e lavarsi le mani con cura; soprattutto quando l’influenza è nella sua fase iniziale è meglio che la persona colpita rimanga in casa evitando il contatto con altre persone (la maggior parte degli adulti sani è risulta contagioso già a partire dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e lo rimane fino a 5-7 giorni dopo la prima manifestazione della malattia; i bambini rimangono contagiosi anche più di una settimana; quando le persone influenzate si trovano in ambienti sanitari è bene che utilizzino mascherine.

Accanto a questi semplici accorgimenti che possiamo attuare nella vita di tutti i giorni, si aggiungono i vaccini e gli antivirali (il medico può prescrivere gli antivirali per alleviare i sintomi e prevenire le complicazioni gravi. Possono inoltre essere prescritti gli antibiotici, se la patologia progredisce e si trasforma in infezione batterica).

Per la stagione 2017-2018 la nuova composizione vaccinale è: A/Michigan/45/2015 (H1N1) – nuova variante; A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) – presente anche nel vaccino 2016-2017; B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria) – presente anche nel vaccino 2016-2017. Si tratta di sigle poco comprensibili ai più, ma che vanno ad identificare i nemici da combattere.

Il Ministero della Salute ha confermato che fino alla fine del mese di dicembre è possibile effettuare la vaccinazione antinfluenzale, questo in seguito alla condizione climatica italiana e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali.

Il vaccino è gratuito per le cosiddette categorie a rischio: persone con età ≥65 anni; bambini sopra ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età che soffrono di patologie che possono aumentare il rischio di complicanze da influenza (malattie respiratorie, cardiache, renali, epatiche, del sangue, del sistema immunitario, tumori ecc).

Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione del vaccino antinfluenzale sono reazioni locali (dolore, eritema, gonfiore nella zona in cui è stata fatta la puntura); reazioni sistemiche (malessere generale, febbre, mialgie, a partire dalle 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione aventi una durata media di 1 o 2 giorni) ed eventi rari di trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi, ancora da dimostrare a livello scientifico e medico.

Come detto, il modo migliore per prevenire l’infezione rimane il vaccino antinfluenzale, anche se è bene chiarire che protegge soltanto dal virus influenzale (quello considerato pericoloso) e non dai numerosi virus para-influenzali (quelli considerati “solo” fastidiosi) responsabili delle numerosi sindromi da raffreddamento che si verificano durante l’inverno.

Inoltre, per favorire il corretto funzionamento del sistema immunitario bisognerebbe dormire il giusto numero di ore, fare attività fisica, tenere sotto controllo lo stress, bere molta acqua e seguire un’alimentazione sana ricca di frutta e verdura.

 

Capodanno a letto..con l’influenza ultima modifica: 2018-05-25T14:47:19+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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