Bosu vs Step?!

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Oggi, lo step è sempre più soppiantato dal Bosu, che permette un allenamento con caratteristiche simili, ma che ha come punto distintivo l’utilizzo di una pedana instabile. Oltre a consentire tutti i movimenti eseguibili sullo step, il Bosu ne aggiunge degli altri legati all’equilibrio, alla postura, alla coordinazione, alla propriocezione (ossia la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio) e, allo stesso tempo, di rinforzare e tonificare i muscoli.
La palla Bosu (Both Side Utilized), inventata dall’americano Douglas Brooks, è una semisfera di plastica morbida, gonfiata ad aria ed inserita su un disco di platica rigida (dal diametro di circa 60cm), che può essere utilizzata da entrambi i lati durante la sessione di allenamento. La cupola di gomma permette di ammortizzare il carico sulle articolazioni durante l’esecuzione dei movimenti, mentre la parte piatta di operare un workout utile a rinforzare le articolazioni e tonificare i muscoli. Come detto, questo attrezzo può essere utilizzato da entrambi i lati, a seconda degli effetti che si vogliono ottenere: può essere usato con la parte in gomma rivolta in alto, in questo caso il corpo poggia su una superficie morbida in modo da smorzare i microtraumi classici dello step, oppure con la parte piatta rivolta in alto, in questo modo la pedana poggia in maniera precaria sul terreno favorendo tutti quei movimenti di equilibrio e postura.
Uno dei punti di forza del Bosu è proprio la versatilità: è in grado di accontentare utenti di ogni tipo, partendo da quelli più affezionati alle attività aerobiche ad alto impatto sino ad arrivare a quelli che vedono nelle ginnastiche propriocettive, posturali e Pilates la giusta soluzione a tutti i disturbi osteo articolari classici dei nostri giorni.
Lo step, da un lato in grado di donare al corpo muscoli tonici e ben sviluppati (soprattutto quelli di cosce, glutei e addominali), dall’altro sovraccarica pesantemente la colonna vertebrale e tutte le articolazioni del corpo. I ripetuti saltelli, sali e scendi dal gradino e cambi di direzione sono molto impegnativi a livello articolare. Inoltre, nel caso di persone in leggero o forte soprappeso, i continui microtraumi sono percepiti in maniera molto amplificata proprio a causa del maggior peso corporeo. Al contrario, l’uso del Bosu attenua le compressioni garantendo preservando maggiormente la salute a muscoli e tendini.
Il Bosu può essere praticato da tutti: dalle donne che vogliono tonificare e rassodare i punti critici come cosce, glutei e vita, agli sportivi per migliorare le prestazioni atletiche in attività tipo sci o atletica. Da chi ha subito un trauma soprattutto a livello di caviglia e ginocchio al fine di rieducare il corpo all’uso del sistema propriocettivo, a tutti quelli che vogliono provare una attività nuova, divertente che non sovraccarica il sistema scheletrico.Dai soggetti in soprappeso che hanno la necessità di bruciare calorie ma allo stesso tempo non possono appesantire muscoli e strutture articolari, ma anche alle persone che amano praticare Pilates.

Bosu vs Step?! ultima modifica: 2015-12-22T14:02:15+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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