BIA-AAC per la misura dello stress cronico

562 visualizzazioni Scrivi un commento

Più del 70% delle persone adulte soffre di almeno un sintomo appartenente a quattro grandi categorie rappresentate da disturbi della digestione, del sonno, del tono dell’umore, stanchezza e spossatezza. Anni di ricerca hanno chiarito che, i meccanismi alla base di queste disfunzioni, hanno un forte legame con la composizione corporea. Una corretta composizione corporea consente all’organismo di sopportare facilmente e senza danni le situazioni di stress cronico. Stress che possono essere fisici, metabolici ed emotivi. Il nostro organismo, ogni giorno, affronta questi stress, in condizioni normali senza conseguenze sul fisico. In caso di stress cronico però, l’organismo mobilita tutte le risorse disponibili per affrontarlo.
E’ arrivato in farmacia un nuovo strumento che aiuta a recuperare l’equilibrio perso e a debellare i fastidiosi sintomi. La BIA-ACC è un esame non invasivo che consente di effettuare l’analisi impedenziometrica della composizione corporea. Tramite il passaggio di micro correnti non rilevabili dal soggetto ,essa rileva una grande quantità di dati, grazie a complicati algoritmi matematici. Tutti i dati rilevati questa apparecchiatura sono estremamente affidabili, ripetibili e scientificamente dimostrati da un numero sempre maggiore di studi. Capire lo stato dei tessuti corporei permette di avere informazioni circa il metabolismo, lo stato di stress cronico, lo stato di efficienza complessiva dell’organismo ed i potenziali rischi per la salute.
Tra i parametri per capire lo stato del metabolismo, ecco i più importanti: rapporto massa magra/massa grassa (un eccesso di grasso corporeo è associato a ipertensione e ad altri problemi; anche la scarsità di massa magra, può far sospettare una carenza di tessuto osseo o muscolare); ritmicità del cortisolo (un importante ormone, collegato allo stress. Il momento di massima produzione è al mattino, mentre alla sera la sua produzione è molto bassa, situazioni di stress cronico o errori nello stile di vita tendono a modificare questo ritmo, con conseguenze negative sulla gestione dell’energia e sul riposo notturno); idratazione della massa magra (l’idratazione può essere ridotta da un eccesso di grasso o da una carenza di muscolo. La scarsità di idratazione è associata a rallentamento gastro enterico, ed è negativa per l’apparato muscolo scheletrico); quantità di massa muscolare (un parametro fondamentale per determinare la stato di salute del soggetto. La scarsità di massa muscolare si accompagna a debolezza, disfunzioni gastro enteriche e numerosi altri sintomi, oltre che alle ovvie conseguenze sull’apparato scheletrico); livelli degli elettroliti tissutali (magnesio, potassio), importanti nel mantenimento delle funzioni fisiologiche.
Da un’attenta valutazione dei risultati sarà possibile impostare un piano di riabilitazione globale, grazie al quale il soggetto vedrà i suoi sintomi migliorare velocemente, e di conseguenza, anche il suo stato di salute.
La riabilitazione viene fatta impostando quindi un trattamento specifico, basato su vari punti: nutrizione clinica (il cibo è una medicina potente, la nutrizione deve prima di tutto non rappresentare fonte di stress, e secondariamente essere una potente arma di recupero. Viene quindi impostato un piano nutrizionale personalizzato); attività fisica mirata (può favorire la perdita di tessuto adiposo, aumentare le masse muscolari, migliorare l’efficienza generale); gestione dello stile di vita secondo i ritmi fisiologici dell’organismo; integrazione, in quei casi in cui con la sola nutrizione non si riesca a colmare danni già avvenuti.
La BIA-AAC è un esame semplice, rapido e senza controindicazioni. Il referto consente di modificare il proprio stile di vita per riabilitare il proprio corpo e debellare i sintomi dello stress cronico, migliorando la salute psicofisica.

BIA-AAC per la misura dello stress cronico ultima modifica: 2015-12-21T11:00:57+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *