Bambini ed iperattività

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Spesso si vedono genitori esausti che si lamentano di figli in perenne movimento che non si soffermano su un’attività se non per pochi minuti. Sono soprattutto bambini esuberanti ed estroversi che crescendo riescono a convogliare tutta l’energia che hanno addosso in qualcosa di positivo.
Alcune volte però si è di fronte ad una malattia vera e propria, quella che viene chiamata Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Adhd). Questa malattia è un disturbo neurobiologico caratterizzato da diversi sintomi dall’incapacità di concentrarsi e di prestare attenzione alla disattenzione a scuola o in altre attività, dall’incapacità di ascoltare alla perdita continua di materiale scolastico o di giochi alla difficoltà nello stare seduto a scuola. Sono difficoltà tali da bloccare la sana evoluzione del bambino impedendogli di imparare, di fare amicizie, di partecipare ad attività e via dicendo.
Al 65% dei bambini che si rivolgono ai centri regionali di riferimento della Lombardia viene confermata la sindrome Adhd. Ogni anno ci sono circa 400 nuovi casi, soprattutto bambini intorno agli otto anni di età e in prevalenza di sesso maschile. Il trattamento ideale di questa sindrome prevede il coinvolgimento della famiglia, della scuola e del bambino stesso, in alcuni casi è necessario anche un trattamento farmacologico. I genitori e la scuola devono essere supportati nell’insegnare al minore ad autoregolarsi in ogni contesto sociale. Non bisogna però sopravvalutare la malattia, bisogna essere certi di ritenere che un bambino soffra di Adhd e per questo motivo bisogna assicurarsi se da tempo presenta sintomi legati alla disattenzione e all’iperattività e quanto questi sintomi interferiscano con la sua crescita. I campanelli d’allarme devono comparire prima dei sette anni e compromettere il rendimento scolastico.

Bambini ed iperattività ultima modifica: 2015-05-28T01:18:44+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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