Bambini all’aria aperta

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La vitamina D è una sostanza essenziale per il nostro organismo, nota anche come “vitamina del sole” perché è grazie ad esso che il nostro corpo, attraverso la pelle, è in grado di sintetizzarla e produrla. Questo avviene principalmente d’estate, esponendosi in maniera adeguata; tra l’autunno e la primavera, invece, l’apporto garantito dal sole diminuisce in quanto si riduce l’intensità della radiazione. In determinati casi (come nei lattanti), viene assunta attraverso supplementi farmacologici.
Come detto, la “fonte” principale di vitamina D è proprio il sole: esponendosi al sole in modo corretto, la nostra pelle produce circa l’80% del suo fabbisogno. La vitamina D inoltre, una volta trasformata nella sua forma attiva, agisce come un ormone, in grado di regolare diverse funzioni del nostro organismo. Il suo ruolo principale è quello di aiutare il calcio a fissarsi nelle ossa. Recentemente diversi studi hanno anche dimostrato come questa vitamina sia in grado di agire in altri distretti quali muscoli, occhi, cuore, polmoni, o sulla proliferazione cellulare, in quanto il suo recettore è presente dovunque nel nostro organismo.
Le dosi di vitamina D sono spesso espresse in Unità Internazionali (UI), il suo fabbisogno quotidiano varia a seconda dell’età: 400 UI dalla nascita fino al primo anno di età; 600 UI dal primo anno di vita in poi; 1000-1500 UI per gli adulti sani e 2300 UI per gli anziani.
I fattori limitanti la produzione di vitamina D attraverso il sole sono: l’età (a parità di esposizione solare il soggetto anziano produce circa il 30% in meno di vitamina D); l’indice di massa corporea (nelle persone obese la vitamina D tende ad essere “sequestrata” nel tessuto adiposo); l’uso di creme protettive (un fattore di protezione 15 potrebbe ridurre del 99% la produzione di vitamina); il fototipo cutaneo; l’indossare indumenti protettivi; i vetri e l’inquinamento atmosferico (alcuni componenti dell’inquinamento atmosferico possono assorbire la radiazione ultravioletta). Per una corretta produzione di vitamina D basterebbe  esporsi al sole per 15-20 minuti al giorno, per almeno 4 giorni alla settimana, scoprendo braccia, viso e gambe.
Nell’infanzia questa vitamina è indispensabile ma, da quanto è emerso dalle ultime ricerche, 6 bambini ed adolescenti su 10 non hanno a sufficienza, l’allarme è stato lanciato dalla Società Italiana di Pediatria.
E’ importante lasciarli giocare all’aria aperta, questo è  il segreto per fare scorta vitamina D, indispensabile per fissare il calcio che arriva dagli alimenti. Secondo gli esperti, questo deficit rappresenta un’ ipoteca negativa sulla salute dello scheletro dei bambini. È proprio grazie alla vitamina D che le ossa fissano il calcio fornito dagli alimenti, mettendolo totalmente da parte e raggiungendo nell’arco delle prime due decadi di vita il picco di massa ossea, ovvero il maggior grado di mineralizzazione. Tanto questa scorta è maggiore, minori sono le possibilità di andare incontro a un’eventuale osteoporosi in età avanzata.
Per aumentare la quantità di calcio nei bambini ci sono piccoli, ma essenziali accorgimenti come: consumare almeno un paio di porzioni di formaggio la settimana e un bicchiere di latte parzialmente scremato al giorno (sono fonti di calcio), fare attività fisica (il movimento stimola l’osso a rinnovarsi) e garantire loro una dose adeguata di vitamina D. E’ importante farli stare all’aperto, anche durante il periodo invernale; infatti, solo il 10% di vitamina D viene garantito dalla dieta, mentre il resto viene sintetizzato e convertito nella sua forma attiva proprio esponendo la pelle agli ultravioletti.

Bambini all’aria aperta ultima modifica: 2015-12-23T14:02:21+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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