Artigianato alimentare digitale grazie alle stampanti alimentari 3D

321 visualizzazioni Scrivi un commento

La stampa 3D in cucina è una realtà già accessibile, da tempo esistono stampanti alimentari che permettono di preparare svariati cibi: pizza, hamburger, caramelle, biscotti, dolci, ricette complesse. Si tratta di macchine 3D che preparano un vero pasto con un clic.

Lo scetticismo nell’assaggiare il cibo preparato in questo modo dura l’attimo di un morso, il tempo velocissimo del primo boccone: la pizza non sarà all’altezza di un ristorante di Napoli, ma stravince su quelle surgelate e sugli orrori conditissimi dei fast food americani; i biscotti sono morbidi; caramelle e cioccolatini, dolci ma non troppo, in bocca si sciolgono all’istante.

Tutte queste pietanze escono da una macchina più piccola di un forno, che le prepara, o meglio le stampa, in pochi minuti, strato dopo strato, dettaglio su dettaglio. Al posto dell’inchiostro nelle cartucce c’è un mix di materie prime: acqua e farina per l’impasto; carne macinata per i secondi e verdure frullate per i contorni; olio e pomodoro come condimenti; zucchero aromatizzato e cacao per i dessert e così via. Il computer guida una punta in plastica o in metallo in ogni direzione, che lascia passare la quantità necessaria di ciascun ingrediente e costruisce il piatto.

Per far funzionare le stampanti 3D di cibo basta selezionare sul loro schermo la ricetta desiderata, assicurarsi che nelle capsule ci siano gli ingredienti giusti indicati sul display, aspettare e poi ..buon appetito.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale dell’alimentazione, quando un software entra in cucina le possibilità diventano illimitate. Si tratta anche di una strategia per dichiarare guerra ai conservanti. Tutto ciò potrebbe consentire a chi non è bravo tra i fornelli o è soltanto molto pigro di stupire gli ospiti con guarnizioni ardite o gustare ogni giorno piatti da ristorante, sempre diversi e in continuo aggiornamento.

Sono tante le stampanti alimentari 3D in via di sviluppo e già realizzate disponibili sul mercato, eccone alcuni esempi: c’è la 3D Foodini, la stampante 3D della Natural Machines, che stampa cibo pronto per uno spuntino. Il suo funzionamento è facile ed intuitivo, si inseriscono gli ingredienti freschi dentro capsule di acciaio dopodiché si seleziona la ricetta di interesse direttamente dal display dell’apparecchio o da tablet/smartphone e la macchina procede alla stampa del cibo assemblandolo strato per strato.

FoodForm è la stampante 3D dell’azienda spagnola Robots in Gastronomy, stampa vero e proprio gelato.

Candy è la stampante 3D  della Londinese 3D Ventures con estrusore elettrico che consente di stampare qualsiasi tipo di cibo semi-solido permettendo così la decorazione di torte e biscotti, con scheda SD per la scelte dei disegni pre-caricati.

ChefJet Pro 3D è la prima stampante 3D professionale per il cibo che utilizza una varietà di ricette da pasticceria e di sapori compreso lo zucchero, cioccolato fondente e caramelle. Può creare confezioni su misura per una serie illimitata di applicazioni scultoree, ornamenti per torte e bignè toppers, caramelle su misura, cubetti di zucchero (con eventuale logo) per addolcire il caffè ad un evento aziendale, solo per citarne alcuni. Le capacità sono realmente illimitate.

Chi ha assaggiato i dolci fatti con queste stampanti afferma che il sapore non è male, mentre la consistenza è leggermente polverosa. La friabilità è molto maggiore di quanto ci si aspetta da una caramella fatta solo di zucchero e il risultato è un’implosione immediata della struttura.

Dinara Kesko è una giovane chef di origini ucraine ma che, dopo essersi specializzata nel campo della progettazione digitale in 3D, ha “ascoltato” la sua passione e si è impegnata nel mondo della pasticceria. Dalle sue mani e dal mix di competenze tecniche e di viva creatività, nascono torte dalle forme perfette, dai colori accesi e dal gusto esplosivo. Come vere e proprie opere architettoniche, questi dolci rappresentano lo specchio della formazione dell’artista che li realizza: precisione, accortezza, attenzione ai dettagli ed originalità.

La Kasko inizia il suo lavoro con la realizzazione di un disegno a cui attribuisce una forma ben precisa e lo impreziosisce con dettagli e personalizzazioni. Quando il disegno è completo passa alla fase digitale sul computer dove vengono apportate modifiche delle proporzioni, inserite le sfumature, le trame e le decorazioni. Il passaggio successivo è stampare il modello master 3D e il suo calco, dopodiché si può finalmente creare lo stampo in silicone alimentare su cui lavorare per ultimare la creazione.

 

Purtroppo le torte di Dinara Kesko non sono attualmente in vendita ed è dunque difficile assaggiarle, a meno che non si sia nella cerchia dei suoi amici. Il grandissimo successo del suo profilo Instagram che ha reso le immagini delle sue creazioni virali, ha attirato l’attenzione di tanti curiosi tra cui alcuni investitori, intenzionati a finanziare il progetto dell’apertura della prima pasticceria specializzata in torte in 3D agli inizi del 2018.

Artigianato alimentare digitale grazie alle stampanti alimentari 3D ultima modifica: 2018-06-15T14:47:27+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *