Articolazioni al top con il lifting

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Secondo i dati emersi nel corso del 23° Congresso Nazionale della Società Italiana di Artroscopia, quasi 300mila interventi (190.000 di ginocchio, 52.000 di spalla e 40.000 nelle altre articolazioni come caviglia, anca, polso e gomito) ogni anno rendono l’artroscopia diffusissima per tutte le articolazioni, nata nei primi anni 80 ed in crescita costante del 3% all’anno. Ad oggi, il recupero della funzionalità è vicino al 100% per nove persone su dieci, e si appresta a migliorare ancora grazie allo sviluppo della medicina rigenerativa, da applicare a cartilagini e legamenti.
Un tempo, un atleta che si infortunava, ad esempio ad un ginocchio, rischiava di porre fine alla sua carriera. Oggi non è più così: nel 90% dei casi recupera la funzionalità in modo vicino alla normalità a e dopo un periodo di convalescenza e riabilitazione può ritornare come prima, grazie alle tante novità (soprattutto in termini di tecniche e strumenti) che hanno reso l’artroscopia sempre più precisa ed efficace anche nei casi più complessi.
Al Congresso si è parlato anche di quella che sarà la prossima rivoluzione in tema di terapie osteoarticolari: la medicina rigenerativa. Sono novità, anche se ancora in parte sperimentali,  che in un prossimo futuro promettono di diventare un modo per conservare articolazioni ben funzionali anche col passare degli anni evitando la loro consunzione e permettendo una eccellente efficienza fisica anche in età matura. Un vero e proprio lifting che consentirà di ringiovanire i nostri legamenti e le nostre cartilagini.
La medicina rigenerativa, che prevede l’uso di terapie biologiche per ricostruire, riparare o promuovere la rigenerazione di tessuti malati o danneggiati (tessuti articolari e cartilagini) presenta diverse opzioni, ma le più interessanti sono due: l’utilizzo delle cellule mesenchimali prelevate dal midollo osseo, in particolare dalla ala iliaca, che posseggono la capacità di crescere e differenziarsi in tessuto osseo e cartilagineo e quindi utilizzate per le rigenerazione di difetti contenuti della cartilagine articolare, e l’utilizzo del PRP (un concentrato del sangue autologo ricco di piastrine, contenenti fattori di crescita).
Si tratta di tecniche che troveranno una larghissima applicazione, dato l’alto numero dei pazienti, nell’osteoartrosi precoce ossia quelle “lesioni degenerative della cartilagine articolare che si verificano fra i 40 e i 60 anni e provocano problemi a chi vuole continuare a svolgere una attività sportiva, anche leggera, o semplicemente restare in forma.

Articolazioni al top con il lifting ultima modifica: 2015-11-05T19:01:25+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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