In arrivo un elmetto in grado di dare la “caccia” all’ictus

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Somiglia tanto ad un caschetto da ciclista, funziona a microonde, ed è in grado di diagnosticare un ictus in appena 10 minuti, distinguendo addirittura tra la forma ischemica (causata dalla rottura di un arteria che alimenta il tessuto cerebrale) e quella emorragica (dovuta al blocco del flusso sanguigno in un’area circoscritta del cervello per l’ostruzione completa da parte di un trombo). E’ difficile riconosce l’ictus dall’esterno, con sintomi variabili tra cui confusione, perdita della sensibilità in alcune parti del corpo o difficoltà del linguaggio, ancora di più distinguerne la causa. Attualmente, si deve aspettare la TAC per capire l’area di estensione e l’entità del danno cerebrale, e stabilire una terapia d’urgenza, diversa nei due tipi di ictus, in modo da velocizzare l’avvio del trattamento più indicato al caso.
Questo speciale elmetto hi-tech è stato messo a punto da ricercatori svedesi e sperimentato, con risultati incoraggianti, su oltre 500 persone in due trial clinici. Purtroppo, al momento non è ancora disponibile.
Secondo gli esperti, “Time is brain”: ogni minuto guadagnato è prezioso per limitare le conseguenze, come paralisi, perdite di memoria, disturbi alla vista o al linguaggio fino ad arrivare al rischio per la vita. L’elmetto sembra capire ciò che sta accadendo nella testa del paziente prima di chiunque altro: le antenne sulla sua sommità trasmettono deboli microonde al cervello il quale riflette segnali diversi in base alla presenza di emorragia, mancanza di ossigeno o corpuscoli di ostruzione. In un secondo momento, questi dati sono interpretati dal computer collegato al dispositivo e forniscono una diagnosi chiara.
Nonostante sia ancora un prototipo, i ricercatori svedesi delle Chalmers University of Technology, Sahlgrenska Academy e Sahlgrenska University Hospital stanno lavorando assiduamente ed i primi e promettenti risultati sono già stati pubblicati sulla rivista IEEE Transactions on Biomedical Engineering, dimostrando l’accuratezza dello strumento diagnostico sui pazienti.
Risulta essere utile per dimezzare i tempi di diagnosi, in quanto l’idea è quella di farlo indossare sulla testa dei pazienti con sospetto di ictus, appena arrivano in pronto soccorso o sull’ambulanza, per una diagnosi più tempestiva e precisa. La tempestività della diagnosi, e quindi dell’avvio di una terapia idonea, è l’unica strategia per minimizzare possibili danni al cervello, lasciato senza ossigeno per un tempo più o meno lungo.
Il casco svedese si propone quindi di dimezzare la fase di emergenza/urgenza, aiutando i medici a capire al volo come procedere. Prima di essere adottato nella pratica clinica, però, l’elmetto necessita di ulteriori accertamenti. Secondo Richard Perry, consulente neurologo all’University College di Londra, i primi dati sono incoraggianti, ma basati ancora su piccoli numeri. Sarebbe quindi necessario raccogliere ulteriori informazioni prima di lasciare che il nuovo device guidi le decisioni cliniche.

In arrivo un elmetto in grado di dare la “caccia” all’ictus ultima modifica: 2015-09-03T08:24:04+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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