In arrivo…forse…un nuovo farmaco per curare la dipendenza da alcol

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Per ora è stata sperimentata solo sui ratti, ma sembra dare buoni risultati: si tratta di una sostanza il cui nome è OSU6162, messa a punto dai ricercatori del Karolinska Institute e della Sahlgrenska Academy in Svezia. Il composto sembrerebbe essere in grado di ridurre la dipendenza dall’alcol. Inoltre, la nuova molecola riesce anche a normalizzare i livelli di dopamina, un neurotrasmettitore che regala il “senso di gratificazione” dopo che si è bevuto dell’alcol. L’alcol induce il sistema di ricompensa del cervello a rilasciare dopamina più del normale, creando una piacevole sensazione di euforia. Tuttavia, più si assume alcol, più il sistema di ricompensa viene desensibilizzato e meno dopamina viene rilasciata. Così, con il tempo, sono necessarie sempre più grandi quantità alcol fino ad arrivare alla dipendenza, per raggiungere uno stato di normalità fisico ed emotivo.
Più di un milione di svedesi con età superiore ai 15 anni bevono così tanto alcool che rischiano di danneggiare la loro salute, si stima infatti che circa 300.000 di queste persone siano dipendenti. Nonostante la necessità urgente, esistono solamente due farmaci approvati per il trattamento della dipendenza da alcol, i loro effetti però, variano da persona a persona e le loro prescrizioni sono molto basse. Per questi motivi, la ricerca di nuovi farmaci più efficaci continua.
I ricercatori svedesi, hanno condotto due studi separati (uno sugli uomini, l’altro sui ratti). Al centro delle ricerche c’è una molecola “da Nobel”: i diritti su OSU6162 sono detenuti infatti dal premio Nobel Arvid Carlsson, emerito alla Sahlgrenska Academy, il cui team ha inventato la sostanza. Carlsson è anche uno dei coautori di uno degli studi pubblicati.
Nel primo studio, pubblicato dalla rivista scientifica “European Neuropsychopharmacology”, hanno esaminato se OSU6162 può ridurre il desiderio di alcol nelle persone con dipendenza. I partecipanti sono stati trattati, per una quindicina di giorni, metà con OSU6162 e metà con placebo. Successivamente, entrambi i gruppi sono stati esposti a diverse situazioni che potevano suscitare un forte desiderio di alcol. I risultati mostrano che il gruppo trattato con OSU6162 (stabilizzante della dopamina) ha sperimentato meno desiderio di alcol dopo aver bevuto un bicchiere di bevanda alcolica. Nel secondo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Addiction Biology” e condotto sui ratti, gli studiosi hanno avuto maggiori chiarimenti sul funzionamento di come OSU6162. Hanno osservato che i ratti che hanno consumato alcol per quasi un anno, avevano più bassi livelli di dopamina rispetto ai ratti che non avevano mai consumato alcol. Ed i risultati ottenuti hanno dimostrato che, quando i ratti che hanno consumato alcol sono stati trattati con OSU6162, si è constatato che la sostanza ha neutralizzato le basse concentrazioni di dopamina nel sistema di gratificazione del cervello.
Secondo Pia Steensland, PhD, Professore Associato presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche del Karolinska Institute e co-autore di entrambi gli studi, nonostante i risultati degli studi siano promettenti, c’è ancora molta strada da fare prima di arrivare ad un farmaco.  Saranno necessari studi clinici approfonditi per determinare se OSU6162 possa aiutare le persone dipendenti alcol a liberarsi della dipendenza.

In arrivo…forse…un nuovo farmaco per curare la dipendenza da alcol ultima modifica: 2015-10-29T13:34:51+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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