Anche il nostro giardino può rappresentare un pericolo

849 visualizzazioni Scrivi un commento

Il nostro giardino può nascondere dei grossi pericoli, rappresentati da piante “apparentemente” innocue. Recentemente infatti, un giardiniere inglese è morto dopo giorni di agonia per essere entrato in contatto con una pianta velenosa.
Secondo uno studio condotto per conto del Centro Antiveleni di Milano, circa mille persone l’anno in Italia rischiano la vita per intossicazione da piante. Importante è quindi riconoscere le piante tossiche più comuni ed insegnare ai bambini, che rappresentano le persone più a rischio, a non mettere in bocca bacche e foglie di qualsiasi genere e tenere bulbi, semi etc lontano da bambini ed animali domestici. E’ fondamentale, oltre che per l’igiene, lavarsi le mani dopo aver fatto giardinaggio. In caso di intossicazione è bene avvisare il medico e specificare i sintomi e con che pianta si è venuti in contatto, se possibile sarebbe bene portare anche dei campioni.
La principale fonte di avvelenamenti è la Belladonna, una pianta perenne con frutti rappresentati da bacche mature nere e lucide, a volte gialle. Contiene ossalato di calcio, glicosidi e atropina, una sostanza altamente tossica. La masticazione delle sue foglie provoca gonfiore e irritazione della mucosa orofaringea con asfissia e afonia. L’Edera è un rampicante sempreverde, è pericolosa perché contiene ederina, una sostanza tossica che può essere dannosa se ingerita (nausea, vomito, depressione cardiorespiratoria) o toccata (irritazione e vesciche). L’Oleandro, pianta sempreverde che contiene come sostanza tossica l’oleandrina, anch’essa pericolosa sia per ingestione (vomito, diarrea, disidratazione, ipotensione) che per contatto (eritema e prurito). L’Azalea, pianta dalla forma di grossi cespugli e con fiori di svariati colori; le sue parti velenose sono rappresentate dagli stessi fiori e dal miele da loro ricavato. Le sostanze tossiche sono acetilandromedolo, ac.ursolico, arbutina, ac.rodotannico. Sono pericolose sia per ingestione, causando stomatite, vomito, diarrea, debolezza, convulsioni e coma, che per contatto, causando bruciore e prurito.
La pianta responsabile della morte del giardiniere è l’Aconitum, una pianta erbacea con fiori viola, rosso, bianco a forma di campana. La sua elevata tossicità è data da una sostanza alcaloide, l’anicotina, presente a livello di foglie e radici. L’avvelenamento avviene solitamente per ingestione ed i suoi sintomi sono rappresentati da infiammazione della mucosa della bocca, vomito, intensa salivazione, debolezza.
Si avvicina il Natale…un’altra pianta potenzialmente pericolosa è la Stella di Natale. La sostanza tossica in essa contenuta è il triterpene, e può essere pericolosa per contatto con le foglie (eritema, prurito, bruciore alle congiuntive e alla mucosa orofaringea) o se ingerita (nausea, vomito, diarrea e perdita di coscienza).

Anche il nostro giardino può rappresentare un pericolo ultima modifica: 2014-11-27T14:07:42+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *