Allergici ed intolleranti in crescita

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Il numero di persone che soffrono di allergia o di intolleranza è sempre più i aumento. Secondo i dati Istat i soggetti colpiti da allergie alimentari rappresentano il 9.6% nella fascia d’età che va da 0 a 14 anni ed il 12.8% nella fascia d’età che va da 15 a 24 anni; il numero di soggetti colpiti da intolleranze è molto più grande, anche se difficile da stimare.

Negli ultimi anni si è osservato un notevole incremento mondiale delle allergie alimentari, aumento che è stato messo in relazione con i cambiamenti nello stile di vita moderno che comprendono nuovi modelli alimentari oltre che mutamenti della flora batterica commensale e l’inquinamento atmosferico.

Gli alimenti che sono maggiormente causa di allergia o intolleranza sono frutta, legumi, crostacei, molluschi, uova, latte e cereali. Esiste una differenza enorme tra forme gravi di allergia e forme lievi di intolleranza, l’aspetto comune è la scelta degli alimenti da consumare ed utilizzare, con un numero crescente di persone che scelgono di mangiare alimenti senza alcuni componenti (es, glutine e lattosio).

E’ sempre più in aumento la quantità di test che promettono di scoprire allergie ed intolleranze, anche se spesso non rispondono a criteri scientifici.

L’allergia alimentare indica la risposta immunitaria nei confronti di un alimento, con effetti nocivi per la salute. Le reazioni allergiche possono essere di tre tipi diversi: con comparsa immediata dei sintomi che possono essere da lievi a moderati, da pochi minuti ed entro due ore dall’assunzione dell’alimento. I sintomi sono rappresentati da orticaria, vomito, rinocongiuntivite, dolori addominali fino ad arrivare ad anafilassi o shock anafilattico. Queste forme di allergia possono essere studiate mediante test cutanei e sierologici. In casi particolari, la conferma dell’allergia alimentare è data dal Test di Provocazione orale in ambiente protetto. Allergie con comparsa ritardata dei sintomi soprattutto a carico dell’apparato gastroenterico, dopo qualche ora dall’assunzione dell’alimento. Nel caso di sospetto di questo tipo di allergia è giusto procedere con una dieta di esclusione per alcune settimane che vada a confermare i sintomi, seguita dalla reintroduzione dell’alimento. In ultimo le allergie miste, a cui appartengono le dermatiti atopiche.

In caso di intolleranze alimentari si fa riferimento a reazioni avverse agli alimenti su base non immunitaria; appartengono a questo gruppo le manifestazioni di causa enzimatica (es, intolleranza al lattosio), farmacologica (es, effetti della caffeina) etc. Per alcune intolleranze esistono test diagnostici validi scientificamente, ad esempio quelli di Provocazione Orale con additivi e coloranti, anche se sono pochi.

Le forme di allergia alimentare ritardata presentano una migliore prognosi e si risolvono con un trattamento dietetico durante i primi anni di vita. E’ sbagliato però protrarre una dieta di eliminazione all’infinito, senza fare valutazioni periodiche per valutare l’eventuale acquisizione della tolleranza tramite la reintroduzione controllata dell’alimento.

In casi molto gravi di allergia alimentare si può arrivare allo shock anafilattico, che può essere fatale se non trattato prontamente, di solito con un’iniezione di adrenalina, che dev’essere prescritta in soggetti che presentano nella loro storia clinica reazioni medio-gravi in seguito all’assunzione di determinati cibi.

Questi pazienti devono sempre prestare grande attenzione alla lettura delle etichette sulla confezione degli alimenti e non devono mai dimenticarsi a casa l’adrenalina.

Allergici ed intolleranti in crescita ultima modifica: 2015-01-29T14:21:22+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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