Alimenti cattivi oppure no?!

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Spesso, nel settore alimentare, non è facile capire quali siano gli alimenti buoni e quali no. Per giudicare non bisogna fermarsi al gusto, ma si dovrebbe risalire a quali sostanze sono impiegate nella loro produzione, se vi sono state modificazioni industriali e così via. Molti sono gli alimenti messi in discussione, eccone alcuni di cui cercheremo di capire se e quanto siano realmente dannosi, o se al contrario risultino portare dei benefici.
Il burro, alimento utilizzato soprattutto nel Nord Italia e nel Nord Europa, ha un elevato costo; per questo motivo viene utilizzato solo nella produzione di prodotti di alta qualità. Gli alimenti sono molto più buoni, fragranti e più costosi dei prodotti contenenti oli vegetali. Il burro è tradizionalmente ottenuto dalla panna che affiora dal latte intero centrifugato. Il burro, essendo di origine animale, è ricco di grassi saturi, pericolosi per cuore ed arterie perché contribuisce alla naturale formazione del colesterolo Ldl. Il burro può essere inserito occasionalmente nella dieta per garantire elasticità alla pelle e favorire l’assimilazione di vitamine liposolubili, grazie al suo contenuto di vitamina A e calcio. Sarebbe meglio consumarlo crudo, in quanto la cottura determina la produzione di sostanze tossiche dannose per l’organismo.
La margarina è spesso utilizzata come sostituto del burro, sia nella produzione industriale (per abbattere i costi) che da persone vegetariane o che vogliono ridurre i grassi saturi.  Viene prodotta a partire da oli vegetali (di colza, di palma, di girasole..) sottoposti ad idrogenazione grazie a cui diventano solidi, purtroppo però questo processo li trasforma in saturi. Anche l’utilizzo di margarina, contenente grassi idrogenati, favorisce l’aumento del colesterolo Ldl. Consumata troppo spesso può creare danni a cuore e arterie. In commercio esistono margarine senza grassi idrogenati. Il processo di solidificazione dei grassi vegetali avviene attraverso l’azione fisico-meccanica del frazionamento. Purtroppo però, nonostante questo processo la parte di grasso vegetale che viene “salvata”  la parte satura. E’ quindi difficile trovare un aspetto positivo di questo prodotto, se non il prezzo più conveniente o il fatto di poter essere utilizzato, ogni tanto, come alternativa al burro per i vegetariani.
L’olio di palma è il più usato al mondo sia in ambito alimentare che in quello cosmetico. E’ impiegato per sostituire i grassi idrogenati, è inodore, insapore ed economico. Si trova in moltissimi prodotti da forno, in creme spalmabili, in sughi e salse perché ne aumenta la cremosità senza alterarne il sapore. Purtroppo contiene il 50% di grassi saturi, i principali imputati della sua conclamata pericolosità.  Ha effetto negativo anche indirettamente, ossia mangiando cibi che lo contengono, sul diabete di tipo 2. Inoltre, vista l’elevata richiesta di questo olio, è in atto un disboscamento massiccio di aree estese in Africa e Malesia.
Un recente studio, condotto dall’Istituto Mario Negri di Milano, ha si dimostrato che i fattori di rischio(come l’aumento dell’Ldl) sono negativamente influenzati dal consumo di olio di palma, d’altro canto però, alcuni marcatori di malattie cardiovascolari e metaboliche sembrano ridursi in seguito al consumo dello stesso olio. Un consumo ragionevole di prodotti contenente olio di palma non è dannoso, non bisogna però esagerare, e se possibile sostituirli con prodotti contenenti, come olio vegetale, l’olio extravergine d’oliva, in primis.

Alimenti cattivi oppure no?! ultima modifica: 2015-10-05T17:15:57+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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