Al ristorante… ”InGalera”

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Il carcere di Bollate è un esempio tra gli istituti di pena per le iniziative finalizzate al reinserimento dei detenuti (laboratori teatrali, florovivaistici, letterari, cinofili, di artigianato e così via). Ora è andato in porto un altro progetto: il ristorante “InGalera”, 52 coperti a pranzo e a cena, aperto sei giorni su sette, all’interno delle mura del carcere, ma fuori dall’area di detenzione, un ristorante unico in Italia.
Guidati dallo chef Ivan Manzo,  e da Massimo Sestito, il maître, food & beverage manager, i carcerati autorizzati, lavorano come lavapiatti, camerieri, aiuto cuochi; sono persone che si hanno sbagliato, ma che in prigione si stanno conquistando una seconda possibilità, hanno scontato un terzo della pena quindi hanno diritto all’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario, cioè a uscire dal carcere per lavorare.
Numerose le domande fatte dai detenuti, un ufficio specifico della polizia penitenziaria ha fatto la prima scrematura: i candidati non dovevano avere dipendenze da alcol o da droga e non dovevano assumere psicofarmaci.
Il menu è caratterizzato da piatti tipici della tradizione italiana , che vanno dalle pappardelle di castagne con ragù di cervo con grappa e ribes alla faraona farcita con belga e nocciole. I prezzi sono abbastanza contenuti: dai 12 euro piatto unico del pranzo, ai 30/40 euro di una cena completa, con la carta dei vini. Il menù proposto è di ottimo livello ed i vini sono all’altezza; la qualità del cibo è ottima , il servizio eccellente; il valore più importante rimane comunque il senso dell’iniziativa e naturalmente, è necessario un’ approccio sereno e privo di pregiudizio .
Si entra dalla guardiola (è necessaria la prenotazione), e una stagista dell’Istituto alberghiero Paolo Frisi accoglie gli ospiti e li accompagna “InGalera”, dove ci si può sistemare ad tavolo con vista cortile, le sbarre alle finestre, tovaglie di stoffa bianca la sera e tovagliette di carta a mezzogiorno con le foto delle prigioni d’Italia e del mondo.
Un ristorante così non si improvvisa. È l’evoluzione di un progetto formativo avviato nel 2004. Si è rafforzato con l’arrivo della succursale dell’alberghiero, nel 2012. E, infine, ha potuto contare sul supporto indispensabile di PwC (network di servizi di revisione e consulenza legale e fiscale), di Fondazione Cariplo e Fondazione Peppino Vismara. Ognuno ha fatto la sua parte, compreso il direttore Massimo Parisi, che ha concesso in comodato d’uso i locali della sala convegni della polizia penitenziaria.

Al ristorante… ”InGalera” ultima modifica: 2015-11-19T12:07:28+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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