“Ad un passo dal cielo”

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Sembrerebbe uno sport per pochi, al contrario, il climbing (o arrampicata sportiva) è una disciplina alla portata di tutti o quasi. E’ uno stile di arrampicata che si basa sull’utilizzo di ancoraggi permanenti fissi alla roccia e di corde e caschetto per la protezione. Questo sport sarà ammesso per la prima volta fra le discipline delle Olimpiadi di Tokyo 2020, una notizia che tutto il mondo delle competizioni di arrampicata sportiva aspettava da lungo tempo.

Per quanto riguarda le competizioni l’arrampicata sportiva è regolamentata a livello internazionale dall’International Federation of Sport Climbing.

Gli atleti si affrontano in tre diverse specialità: il boulder, che rappresenta la salita su massi che raggiungono un’altezza massima di 4 metri, ci sono diverse difficoltà e si procede senza l’uso dell’imbragatura (l’incolumità è assicurata da materassi para cadute). Richiede uno sforzo di breve durata, ma di massima intensità e prevede una serie limitata di movimenti.

Il lead (difficoltà) che consiste nell’effettuare una scalata su vie che aumentano di difficoltà progressivamente fino a raggiungere gradi di difficoltà al limite delle capacità umane. Si può effettuare con la corda di sicurezza dall’alto, nei giovanissimi, o con corda dal basso.

Lo speed (velocità), che rappresenta una sfida con il cronometro su un tracciato di lunghezza prestabilita: consiste nel completare una via (normalmente di grado medio/basso) nel minor tempo possibile. La via di competizione è fornita di un sistema di cronometraggio alla partenza e all’arrivo, un sensore in cima alla via che permette agli atleti di fermare il tempo. La via viene salita in moulinette, cioè con corda dall’alto, in modo che l’atleta possa concentrarsi solo sul tempo di salita.

L’arrampicata si pratica in totale sicurezza, con imbragatura e corda, l’importante è affidarsi ad un istruttore esperto. I centri in cui si impara ad arrampicare forniscono le dotazioni di sicurezza, spesso forniscono anche le scarpe, anche se le calzature specifiche dovrebbero essere un acquisto necessario una volta che si è deciso di praticare questo sport. Le scarpe sono fondamentali  perché aumentano la tenuta dei piedi sui punti di appoggio.

La paura dell’altezza, nella maggior parte dei casi, si supera in poco tempo, grazie alla gradualità con cui si impara e si sperimenta. Accanto all’arrampicata in verticale, esistono anche i circuiti in cui, pur trovandosi a solo mezzo metro da terra, ci si sposta orizzontalmente lungo pareti di 5 metri di altezza.

Chi è interessato a voler provare il climbing si può rivolgere alla Fasi (Federazione arrampicata sportiva italiana) e cercare un centro affiliato. Questo sport si pratica tutto l’anno, sia all’aperto (in Italia ci sono zone con pareti favolose) che indoor (in quasi tutte le città si possono trovare palestre dotate di pareti artificiali, con appigli ed appoggi per mani e piedi).

 

Questa disciplina rappresenta una sfida continua ai propri limiti e alle proprie possibilità. E’ uno sport sempre diverso e la difficoltà sta nello spingersi oltre ogni volta. Durante l’arrampicata ci si sente liberi, dimenticando tutto il resto, si pensa solo ad arrivare più in alto. Le donne sono particolarmente portate per l’arrampicata e ne traggono grandi benefici psicofisici. L’esercizio è completo perché coinvolge tutto il corpo, rende la muscolatura o più tonica e definita, ma soprattutto ha proprietà antistress. I ritmi di allenamento per un atleta arrivano anche a 4-5 ore al giorno per 5-6 giorni la settimana, ma chi utilizza il climbing come un’attività di fitness deve solo assecondare il proprio entusiasmo.

“Ad un passo dal cielo” ultima modifica: 2017-09-19T10:00:22+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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