A tavola come i grandi

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Lo svezzamento rappresenta il momento di nuove scoperte in cui inizia la delicata fase di distacco dalla mamma. Ovviamente non esistono regole standard che si possono applicare a tutti bambini, ognuno invece ha bisogno dei suoi tempi.

E’ fondamentale non aver fretta per raggiungere l’obbiettivo, questo infatti potrebbe compromettere il giusto rapporto tra il bambino ed il cibo. E’ importante creare un ambiente tranquillo e luminoso, preparare la pappa e offrirla al piccolino con calma e magari con un sorriso. Inizialmente la quantità di cibo proposta dev’essere limitata, ma dev’essere aumentata gradualmente. Solitamente è bene introdurre un alimento alla volta (ogni introduzione dovrebbe durare almeno 3 giorni) e non aggiungere altro fino a quando non si è sicuri che questo sia ben tollerato. Questo è importante sia perché consente di individuare se c’è qualche cibo che procura disturbo all’organismo che perché lascia il tempo dell’intestino del bambino di abituarsi al nuovo, a digerirlo e a tollerarlo.

Si può iniziare con la frutta cruda (ad esempio mela grattugiata), introducendola a metà mattina; qualche giorno dopo si può procedere allo stesso modo con la pera e così via. Se il bambino rifiuta la frutta fresca o se compaiono alcune macchioline rosse intorno alla bocca è meglio provare con frutta cotta (al vapore o al forno). Se ancora il bambino non è convinto si può procedere con la prima pappa vegetale, riproponendo la frutta solo in un secondo momento. Il brodo vegetale rappresenta una buona fonte di sali minerali e vitamine che le verdure (iniziando con carota, zucchina, lattuga, sedano; prediligere sempre le verdure di stagione e non aggiungere il sale) rilasciano nell’acqua durante la cottura. Per la pappa inizialmente si deve preferire crema di mais o di riso, quest’ultimo è il cereale più indicato in quanto è altamente digeribile e scarsamente allergizzante. La pappa dev’essere condita con olio extravergine d’oliva ricco di vitamina E e di acidi grassi essenziali.

Nel caso in cui il bimbo si rifiuti di mangiare sia pappa che frutta, si può ricorre ad un trucco aggiungendo alla pappa un po’ di latte sia materno che in formula, in modo tale che il piccolino si ritroverà davanti un alimento con sapore ed odore conosciuti. La somministrazione di latte vaccino dovrebbe essere evitato almeno fino ai 12 mesi.

Dopo circa un mese dall’inizio dello svezzamento, accanto al pasto del mezzogiorno si può proporre al bambino un pasto simile anche per la sera dove potranno essere introdotti anche altri alimenti: ad esempio il passato di verdure (inizialmente un cucchiaio, poi ad aumentare ma sempre tenendo conto della sua attività intestinale). Possono poi essere introdotti, sempre con le dovute cautele, i cereali come orzo, avena, farro, facendo i dovuti controlli per le intolleranze dal pediatra.

Alla fine, accanto alle proteine del latte possono essere introdotte altre proteine: inizialmente si possono prediligere formaggi magri freschi (meglio se caprini) o ricotta caprina o vaccina. Se però il piccolo presenta allergie è meglio iniziare con le proteine vegetali che sono più digeribili (lenticchie, piselli…).

 

Più il bambino crescerà più potranno essere introdotti tutti gli alimenti.

A tavola come i grandi ultima modifica: 2017-11-20T16:58:42+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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