A Siena una “prima” mondiale

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Di solito gli interventi connessi con l’asportazione della tiroide e del timo prevedono lunghe sessioni chirurgiche estremamente dolorose ed invasive, seguite da lunghe degenze. Fino a pochi anni fa, per asportare il timo era necessario aprire lo sterno e, per asportare la tiroide, era necessario l’intervento chirurgico tradizionale, con grossi disagi per il paziente; per questi motivi le due tipologie di intervento venivano raramente associate con le tecniche tradizionali.
Per la prima volta al mondo, in Italia, è stata effettuata un’operazione di chirurgia robotica congiunta con l’asportazione contemporanea di tiroide e timo. L’intervento è stato eseguito al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena: si tratta di una novità assoluta perché i due interventi non erano mai stati associati prima d’ora. L’operazione è stata effettuata grazie all’ausilio di un micro-robot, in grado di rivoluzionare completamente l’approccio alle problematiche derivanti dal malfunzionamento ghiandolare. L’equipe chirurgica è stata guidata dal professor Giuseppe Gotti, direttore dell’Uoc di chirurgia toracica dell’azienda ospedaliero universitaria di Siena, dal dottor Luca Luzzi e dal dottor Pierguido Ciabatti, direttore dell’otorinolaringoiatria dell’ospedale San Donato di Arezzo.
La tecnica micro-invasiva ha consentito ai chirurghi dello Scotte l’asportazione di entrambe le ghiandole nel corso di un intervento durato appena sei ore. Grazie a minuscole incisioni (3 fori di pochi millimetri) in corrispondenza dell’ascella (1 foro) e della zona sottostante al capezzolo (2 fori) si è potuto procedere con l’esportazione di timo e tiroide.
Il paziente era affetto da due diverse patologie: una a carico del timo e una sulla tiroide, ed è stato curato con un unico intervento.
I medici hanno studiato il caso in maniera approfondita e, con una rotazione di soli 30 gradi del robot, senza spostare il paziente, sono stati eseguiti i due interventi. Per la chirurgia della tiroide è stata utilizzata una tecnica mini-invasiva robotica che ha permesso l’asportazione di tutta la ghiandola passando dalla stessa incisione del cavo ascellare usata per asportare il timo. Spiegano Luzzi e Ciabatti che l’intervento è perfettamente riuscito ed il paziente è stato dimesso dopo 4 giorni. L’adozione della tecnica robotica ha permesso un recupero postoperatorio molto veloce, con un minimo dolore postoperatorio.

A Siena una “prima” mondiale ultima modifica: 2015-07-24T14:37:07+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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